ASOIM

Ciao Stefano

Stefano Piciocchi (*1940 – †2023) Stefano Piciocchi è stato un protagonista indiscusso della educazione ambientale, dell’ornitologia e della conservazione della natura in Campania. Laureato in legge e impiegato nel settore assicurativo, ha iniziato l’impegno ambientalista nella LIPU, nel ruolo di delegato per la provincia di Napoli. Si fece notare per l’impegno costante e spesso innovativo per il periodo. È stato, in pratica, il primo ad organizzare un corso di bird-watching in Campania, e stiamo parlando della prima metà degli anni ’80. Da quel corso, e dalla frequentazione dei tanti giovani che riuscì a coinvolgere, sono uscite figure importanti dell’attuale establishment nazionale della LIPU. Successivamente transitò nelle fila del WWF organizzando un gruppo attivo a Marano di Napoli, la città in cui risiedeva, e anche in questo caso da quel gruppo sono uscite figure dell’ambientalismo e dell’ornitologia. Si dedicò all’educazione ambientale e divenne ben presto il punto di riferimento sia di quei genitori che intendevano iscrivere i loro figli ai campi avventura che il WWF organizzava in estate nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sia degli insegnanti delle scuole della Provincia di Napoli che intendevano organizzare visite scolastiche in aree naturali. Era molto richiesto perché aveva una straordinaria capacità di comunicare le bellezze della natura, che suscitavano nei ragazzi interesse e attenzione. Aveva una conoscenza delle scienze naturali notevole per cui era in grado di soddisfare le curiosità dei partecipanti alle escursioni. Sapeva riconoscere non solo gli uccelli o le tracce dei mammiferi e degli insetti, ma anche le piante per cui sbalordiva tutti per la rapidità con cui rispondeva alla domanda “che pianta è?”. Andato in pensione si dedicò quotidianamente alla Riserva Naturale del WWF del Cratere degli Astroni, divenendo in breve tempo il referente per le visite guidate e per il monitoraggio della fauna. A metà degli anni ’80 entrò in contatto con il gruppo di giovani ornitologi che si radunavano intorno alla figura del prof. Mario Milone dell’Università Federico II di Napoli e cominciò a collaborare con le ricerche di campo avviate dal professore. Fu tra i fondatori dell’ASOIM nel 1986 e da allora ha operato nell’Associazione, dividendo il suo tempo tra l’ASOIM e il WWF nel Cratere degli Astroni. Nell’ASOIM è stato ininterrottamente membro del Consiglio Direttivo fino al 2021, allorquando decise di farsi da parte per fare spazio alle nuove generazioni e accettò di rivestire la carica di Presidente Onorario. È stato anche Presidente dell’ASOIM per alcuni anni.  Ha fornito un contributo ineguagliabile alla conoscenza dell’ornitologica campana, partecipando a tutte le campagne di monitoraggio realizzate in questi 37 anni. Il suo apporto è stato fondamentale per portare a termine i vari atlanti ornitologici pubblicati dall’Associazione, per le ricerche sui rapaci, sugli uccelli acquatici. È autore di molte pubblicazioni scientifiche dell’ASOIM. Aveva inoltre una particolare passione per i viaggi: ne ha fatti tanti e davvero interessanti. È stato spesso in India, ma anche sull’Himalaya, in Etiopia, in Niger, in Mali e molti altri paesi africani. In diverse occasioni i soci ASOIM e non solo sono rimasti affascinati dai suoi resoconti di viaggio, dove metteva particolare attenzione nello studio delle etnie locali, avvicinandosi ad esse con rispetto, umiltà e curiosità. Tutti coloro che l’hanno conosciuto e frequentato in questi anni si ritrovano nel definirlo una bella persona e riconoscono di essere stati fortunati a incontrarlo. Maurizio Fraissinet

Il fantastico 2022 dell’ASOIM

   Cari amici, il 2022 è passato veloce. Quando hai la sensazione che il tempo, in questo caso un intero anno, passi velocemente vuol dire che sei stato preso da così tanti impegni che non ti sei accorto dello scorrere dei mesi. Ed è proprio questo che è successo a noi dell’ASOIM quest’anno.    Abbiamo iniziato con le uscite per il monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti. Nel periodo compreso tra il 3 e il 23 gennaio abbiamo effettuato 81 spedizioni, che hanno coinvolto 37 partecipanti, che hanno visitato 61 località, censendo 25430 uccelli acquatici appartenenti a 65 specie. In questo contesto, poi, domenica 9 gennaio abbiamo organizzato la “contemporanea”: 32 appassionati hanno visitato, nella sola giornata di domenica, 35 località campane, censendo 54 specie, per un conteggio contemporaneo finalizzato ad evitare doppi conteggi di animali in spostamento da una zona umida ad un’altra. Un lavoro enorme, reso più gravoso per alcune assenze per COVID, che però abbiamo affrontato divertendoci e godendo del piacere di stare insieme in campo. Monitoraggio uccelli acquatici svernanti sul Lago Matese – 9 gennaio 202    Dallo svernamento alla migrazione primaverile il passo è breve e subito ci si ritrova ad inanellare i primi migratori primaverili nella nostra stazione di inanellamento ai Variconi, nella Riserva Naturale Regionale Foce Volturno – Costa di Licola, e a fare le prime uscite per il Progetto che ci vede impegnati nella realizzazione del Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Campania.    Dopo uno studio di fattibilità condotto per gli anni precedenti, abbiamo deciso di cimentarci nell’impresa, consapevoli delle difficoltà e complessità.  Abbiamo adottato una griglia composta da 181 quadranti UTM di 10 Km di lato e abbiamo chiesto un grande aiuto alla collaborazione attraverso i social ai tanti Citizen Science potenziali. Al termine della prima stagione di rilevamento possiamo considerarci più che soddisfatti: 63 persone hanno raccolto dati in campo producendo 363 schede e 4918 dati. Ci siamo poi incontrati il 12 novembre presso il centro visite dell’Oasi WWF di Serre – Persano per far il punto sullo stato della ricerca e pianificare le uscite per la prossima stagione riproduttiva.  Ogni uscita è stata una bella avventura, ha avuto il suo fascino e ci ha arricchiti, non solo di dati ma anche di bei momenti vissuti a contatto con la natura e gli animali selvatici. Il gruppo di partecipanti alla riunione sull’Atlante regionale presso il Centro Visite dell’Oasi WWF di Serre – Persano 12 novembre 2022    Il giorno 1 maggio 2022 si è svolta nella bella cornice naturale dell’Oasi WWF del Lago di Campolattaro (BN) l’annuale assemblea dei soci dell’ASOIM. Abbiamo vissuto una splendida giornata di sole, con una gradevole temperatura primaverile, allietata anche dall’ospitalità dei bravissimi volontari del WWF che gestiscono l’Oasi. È stata anche l’occasione per godere delle tante bellezze che si possono ammirare nell’area: la biodiversità dell’Oasi, l’incantevole paesaggio delle colline sannite, il fantastico Orto Botanico del Sannio gestito a Campolattaro dal socio ASOIM Vincenzo Mancini. Per non dire poi del sempre bel momento conviviale rappresentato dal pranzo sociale, allestito dagli instancabili soci del WWF che ci hanno fatto gustare specialità sannite. Tra le tante cose si è parlato anche delle iniziative nell’ambito delle campagne “Chi tene o Mare” del Coordinamento Tutela Mare e ”Urban Nature” del WWF Italia, curate da Marcello Bruschini, dei risultati conseguiti in 25 anni di monitoraggio dei dormitori invernali di Cormorano in Campania, della iniziativa delle cassette nido per la Ghiandaia marina in Provincia di Caserta. Non è stata solo un’Assemblea dei Soci, ma anche una bellissima giornata, merito anche dei soci WWF Camillo Campolongo (che è anche nostro socio), Luca, Luigia, Mario, Mina, Sabatino, Stella, Vincenzo… e delle Volpi che si sono fatte ammirare in tutta la loro bellezza nei pressi del Centro Visite. Partecipanti all’Assemblea dei soci, fuori al Centro Visite dell’Oasi WWF di Campolattaro. 1 maggio 2022    Oltre alle uscite in campo per i rilevamenti dell’Atlante ornitologico regionale siamo stati impegnati, come ogni anno, anche per seguire la riproduzione della Ghiandaia marina (che quest’anno è stata monitorata anche con l’aiuto delle fototrappole), del Gabbiano corso, della Cicogna nera, dei lanidi, degli aironi, dei Comorani e tanto altro ancora.    L’11 giugno il Presidente è stato invitato a tenere una conferenza presso l’auditorium del Museo di Capodimonte a chiusura della settima edizione napoletana dall’Animal Day, che ha visto tra gli organizzatori anche la nostra socia Susy Romano. Il titolo della conferenza è stato “La vita degli uccelli selvatici in città. La biodiversità animale nei centri urbani”.    Il 18 e 19 giugno abbiamo vissuto il nostro 13° Night and Day, che questa volta si è svolto sui Monti della Maddalena, la catena montuosa, poco esplorata, posta in provincia di Salerno e che separa la Campania dalla Basilicata. E’ stato un evento fantastico che ha visto la partecipazione di 16 rilevatori che hanno esplorato un territorio bellissimo e selvaggio, registrando la presenza di 76 specie con un totale di 495 dati raccolti. I partecipanti del XIII Night and Day, sui Monti della Maddalena. Padula, 19 giugno 2022    Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate ci siamo impegnati nella battaglia per contrastare il concerto di Jovanotti sul litorale domitio, una battaglia che ha riscosso una forte adesione da parte dell’opinione pubblica.    In piena estate invece, nella mattina di martedì 26 luglio, presso il bellissimo salone dei busti del complesso monumentale di Castel Capuano, alla presenza del generale di brigata Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestali della Campania, abbiamo presentato il “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette”. Uno strumento conoscitivo per educare e sensibilizzare al rispetto della natura dei parchi e delle riserve presenti sul territorio campano, che vengono troppo spesso aggrediti da visitatori insensibili alle bellezze della natura e che quindi fanno danni alla biodiversità, ma anche a chi, invece, vuole recarsi in natura per goderne le bellezze. Il decalogo elenca i comportamenti scorretti e dannosi e, nel contempo, illustra i motivi per cui tali comportamenti possono arrecare danno alla fauna e

Calendario ASOIM 2023

L’ASOIM è lieta di presentare il Calendario 2023 realizzato con le foto dei Soci e in collaborazione con l’AFNI Campania. Qui è possibile scaricare una copia in formato PDF

Cerambice della quercia nella Villa comunale

La nostra giovane socia Rossella Lanzieri, laureata in scienze naturali, ha scoperto che nei Giardini di Villa Doria (Villa Comunale) del Comune di Angri (SA) si è stabilita una piccola popolazione di Cerambice della quercia (Cerambyx cerdo Linnaeus, 1758). Hanno trovato lì l’habitat idoneo costituito da alcuni dei secolari Lecci (Quercus ilex L., 1753) presenti dal 1796, messi a dimora quando il Principe Marcantonio Doria chiese all’architetto Pompeo Schiantarelli di trasformare il Parco Medievale in un incantevole giardino chiamato il “Giardino delle Delizie”. Durante i monitoraggi fatti in questi ultimi quattro anni Rossella ha riscontrato che la popolazione è in declino e che oltre alle già conosciute minacce (perdita dell’habitat, pesticidi, moderne pratiche selvicolturali) gli esemplari vengono uccisi perché scambiati per Blatte (ordine differente, Blattoidea) o perché si è spaventati dalle loro dimensioni e dal loro aspetto pensando che possano essere velenosi o pericolosi. Rossella ha portato a conoscenza l’amministrazione comunale di Angri della presenza della specie e delle minacce ad essa collegate, e questa già dallo scorso anno ha messo in atto delle strategie di conservazione evitando la disinfestazione nelle aree limitrofe alla Villa Comunale. Quest’anno l’A.S.O.I.M. (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) ha ottenuto dal Comune il patrocinio morale per il Progetto “Tutela della popolazione di Cerambice della quercia (Cerambyx cerdo) all’interno dei Giardini di Villa Doria” con l’obiettivo della corretta informazione e dell’educazione dei cittadini, di ogni età, al rispetto per la natura e per ogni forma di vita. È stato quindi realizzato e messo a disposizione gratuitamente dal nostro socio Claudio Labriola un pannello illustrativo da apporre in almeno tre punti del Parco urbano. Stamane i pannelli sono stati collocati nella villa, sebbene non secondo le indicazioni tecniche dell’ASOIM. C’è ancora da lavorare, ma di certo abbiamo fatto davvero una cosa probabilmente unica in Italia e che ci inorgoglisce come Associazione. Un grande grazie a Rossella e a Claudio per quello che sono riusciti a fare. Bravissimi. La speranza ora è che si continui su questa strada, monitorando la popolazione, educando i cittadini e, perché no, estendendo tale pratica ad altri comuni che potrebbero ospitare popolazioni di specie rare di invertebrati sul loro territorio. L’ASOIM se non ci fosse andrebbe inventata Maurizio Fraissinet

Presentazione “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette” – Carabinieri Forestali – ASOIM

La mattina di giovedì 26 luglio presso il bellissimo salone dei busti del complesso monumentale di Castel Capuano a Napoli il generale di brigata Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestali della Campania, e il prof. Maurizio Fraissinet, Presidente dell’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ASOIM, hanno presentato un “Decalogo dei comportamenti da evitare nelle aree naturali protette”. Uno strumento conoscitivo per educare e sensibilizzare al rispetto della natura dei parchi e delle riserve presenti sul territorio campano, che vengono troppo spesso aggrediti da visitatori insensibili alle bellezze della natura e che quindi fanno danni alla biodiversità, ma anche a chi, invece, vuole recarsi in natura per goderne le bellezze. Il decalogo elenca i comportamenti scorretti e dannosi e, nel contempo, illustra i motivi per cui tali comportamenti possono arrecare danno alla fauna e alla flora selvatica, nonché le norme di legge che li vietano o li regolamentano. Il decalogo è stato presentato in una sala gremita nella quale sedevano i vertici regionali dell’Arma dei Carabinieri, rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia Metropolitana, dei Vigili del Fuoco, il Presidente del Tribunale di Napoli, magistrati, rappresentanti della Associazioni ambientaliste, presidenti e direttori delle aree naturali protette, docenti universitari. Moderatore del dibattito è stato Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Hanno preso la parola il Generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, comandante interregionale Carabinieri Ogaden, la dr.ssa Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli, il dr. Pier Paolo Filippelli, Procuratore aggiunto, il dr. Paolo Mancuso, assessore all’ambiente del comune di Napoli, la dr. Rosa Marmo della Regione Campania, i prof. Domenico Fulgione e Antonio Saracino, dell’Università Federico II di Napoli, il prof. Camillo Campolongo del WWF, il dr. Agostino Casillo, presidente del PN del Vesuvio e il dr. Costantino Caturano, presidente del Parco Regionale del Taburno Camposauro, a nome dei presidenti degli enti parco regionali.   I vari interventi e il dibattito, oltre che l’illustrazione del decalogo da parte del Generale Lungo e del Prof. Fraissinet, hanno dato vita ad un interessante e proficuo dibattito sulle aree naturali protette e la difesa della natura, intesa anche come bene morale da tutelare. Al termine della manifestazione è stato distribuito il decalogo ai comandi stazione dei CC forestali e alle aree naturali protette. Una copia del Decalogo può essere scaricato cliccando sul pulsante di seguito. Servizio TGR Campania

Il Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Campania a cura dell’ASOIM

Ischia – Foto Maurizio Fraissinet Cosa è un Atlante biologico    L’atlante biologico è un metodo di rappresentazione cartografica della distribuzione, rilevata in un determinato periodo, di una singola specie o di una categoria sistematica, sia essa vegetale o animale (Fraissinet, 1995). Lo studio della distribuzione della fauna e della flora in un determinato territorio attraverso l’uso della rappresentazione cartografica, soprattutto se realizzata usando una griglia composta da quadranti di uguale superficie, e conoscendo l’arco temporale in cui è stata effettuata la raccolta standardizzata dei dati su campo, consente una interessante serie di analisi: conoscenza degli areali delle specie; possibilità di identificare aree con maggiore ricchezza di specie, biodiversità, endemismi; comprendere i motivi ecologici alla base delle distribuzioni e poterne ipotizzare le dinamiche future; monitorare e analizzare gli andamenti; comparare la distribuzione della specie con le caratteristiche geografiche ed ecologiche del territorio in cui essa è presente. È anche possibile, ripetendo ciclicamente le rilevazioni a distanza di tempo, appurare eventuali variazioni nelle presenze e/o nelle distribuzioni, ed ipotizzarne le cause correlandole alle variazioni apportate al territorio stesso e/o agli ecosistemi dalle attività antropiche (Fraissinet, 1995; Gibbons et al., 2007). Il metodo di campionamento e l’utilizzo di una griglia geometricamente precisa consentono anche elaborazioni ed analisi statistiche sulle distribuzioni. L’atlante biologico rappresenta quindi una buona metodologia di ricerca per contribuire alla conoscenza delle distribuzioni animali e vegetali, delle modalità e dei tempi con i quali le specie occupano nuovi areali, nonché delle variazioni nella composizione in specie delle comunità biologiche in funzione dei cambiamenti che subisce il territorio, il clima, ecc. È quindi anche uno strumento di grande efficacia per valutare i processi di pianificazione territoriale impostati su di una corretta conoscenza degli ecosistemi, le politiche di conservazione della natura, la “misurazione” delle condizioni ecologiche e naturali di un territorio mediante indicatori ambientali. Le conoscenze acquisite, infatti, consentono di operare, ad una determinata scala territoriale, una corretta pianificazione del territorio attenta alla conservazione della natura, evitando o mitigando gli impatti ambientali. L’atlante biologico fornisce anche la possibilità, con la ripetizione del progetto in periodi successivi e mantenendo inalterati i metodi, di effettuare confronti a distanza di tempo sulla situazione territoriale. La possibilità di confrontare ad intervalli temporali le distribuzioni faunistiche e floristiche, nonché i valori di densità e gli indici di comunità se rilevati, consente la comprensione delle cause ecologiche e antropiche in grado di alterare, modificare, indirizzare la distribuzione, ma anche la comparsa o la scomparsa, delle singole specie sul territorio o degli equilibri dinamici all’interno delle comunità. Gabbiano Corso – Foto Silvia Fraissinet Gli Atlanti ornitologici Il primo Atlante biologico ad essere pubblicato è stato un atlante ornitologico, sebbene limitato ad una trentina di specie e ad una griglia cartografica costituita da quadranti di 25 chilometri di lato.  Lo pubblicò Norris nel 1960 su Bird Study (Norris, 1960). Pochi anni dopo fu pubblicato, sempre nel Regno Unito, l’Atlante delle piante in Gran Bretagna e in Irlanda (Perring & Walters, 1962). Da allora sono stati prodotti nel mondo numerosissimi atlanti su diversi taxa vegetali e animali. Tra questi ultimi la categoria sistematica più studiata è quella degli Uccelli.  Gibbons e collaboratori nel 2007 contarono 411 atlanti ornitologici pubblicati in 50 paesi di tutto il mondo (Gibbons et al., 2007). Il motivo di ciò si spiega con la facilità di osservazione e semplicità di riconoscimento, in modo da poter coinvolgere anche gli appassionati di bird-watching e i cosiddetti ”citizen science”, e l’elevata sensibilità alle modificazioni dell’ambiente delle specie di questa classe animale, tanto che gli Uccelli sono comunemente considerati ottimi indicatori biologici. L’Italia è il paese che ha pubblicato finora il maggior numero di atlanti ornitologici: 171 atlanti pubblicati o parzialmente pubblicati al 2016 (Fraissinet, 2017; 2021). In particolare, il nostro paese si distingue per un elevato numero di atlanti locali: regionali, provinciali, urbani, aree naturali protette, territori a valenza geografica.   Il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania, pubblicato nel 1989, si riferisce al periodo 1983 – 1987 ed è stato il terzo atlante regionale ad essere pubblicato in Italia (Fraissinet e Kalby, 1989). Successivamente, nel 1999, è stato pubblicato anche l’Atlante degli uccelli svernanti in Campania, riferito al periodo compreso tra la stagione invernale 1989/90 e la stagione invernale 1994/1995 (Milone, 1999). Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. Monografia n.1 dell’ASOIM.Copertina di Antonio Lubrano Lavadera Atlante degli Uccelli svernanti in CampaniaMonografia n.6 dell’ASOIM.Copertina di Domenico Fulgione A distanza di 33 anni dal primo Atlante degli uccelli nidificanti si rende necessario e non più prorogabile ripetere la ricerca e realizzare quindi un nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. A tal fine l’ASOIM ha condotto uno studio preliminare di fattibilità per verificare la sussistenza delle condizioni per poterlo organizzare. Avuto un riscontro positivo ha deciso quindi di avviare il progetto dalla stagione riproduttiva del 2022, prevedendo una durata di cinque anni. Logo del progetto   Organizzazione e metodi È stata predisposta una griglia di 168 quadranti che sarà utilizzata per la visualizzazione dei dati (Fig.1). Fig. 1 – Griglia di quadranti UTM di 10 KM di lato sovrapposta al territorio della Regione Campania Ciascun quadrante ha un codice alfanumerico: B6, C4, E9, P10, ecc. Per l’individuazione dei singoli quadranti è stato predisposto un file .KML della griglia che, mediante il software Google Earth, consente di venire immediatamente a conoscenza di quale sia il quadrante in cui si sono effettuate le osservazioni, al fine di indicarlo correttamente nelle schede. Per poter aprire la griglia .KML non è necessario aver scaricato sul proprio dispositivo Google Earth. È sufficiente scaricare il file della griglia (“Griglia Atlante Regionale ASOIM (Scarica la Griglia)”), andare sul sito web Google Earth web e seguire le istruzioni riportate nel foglio (Istruzioni) Nelle schede è preferibile indicare le coordinate delle osservazioni nei formati “gradi decimali”, oppure “gradi, minuti, secondi”. Per es. le coordinate della sede ASOIM (sita in via Cavalli di Bronzo 95, San Giorgio a Cremano) sono: 40.828574°N-14.341008°E oppure 40°49’42″N-14°20’27″E. Se non sapete come trovare le coordinate su

Risultati dei censimenti invernali degli uccelli acquatici svernanti in Campania – 3-23 gennaio 2022

Il Racconto Maurizio Fraissinet Il Censimento delle popolazioni di uccelli acquatici svernanti, che si svolge contemporaneamente in 143 paesi, è l’attività annuale di monitoraggio finalizzata a stimare la consistenza delle popolazioni di uccelli che sostano nei corpi idrici di maggior importanza. L’attività si inserisce all’interno del progetto internazionale IWC (International Waterbird Census). Questi censimenti consentono di documentare le variazioni annuali della consistenza delle popolazioni di numerose specie, evidenziandone le variazioni nel tempo, per poter elaborare corrette strategie di conservazione e gestione dell’avifauna acquatica. Da 16 anni per l’intero territorio regionale e da 19 anni per la sola provincia di Caserta, l’ASOIM opera tali censimenti in diverse zone umide della Campania. Da alcuni anni vengono svolti anche in collaborazione con il nodo campano di EBN Italia. Nel gennaio 2022, e più precisamente nel periodo compreso tra il 3 e il 23 gennaio sono state effettuate 81 spedizioni, che hanno coinvolto 37 partecipanti, che hanno visitato 61 località, censendo 25430 uccelli acquatici appartenenti a 65 specie. In questo contesto, poi, domenica 9 gennaio è stata organizzata la “contemporanea”: 32 appassionati hanno visitato, nella sola giornata di domenica, 35 località campane, censendo 54 specie, per un conteggio contemporaneo finalizzato ad evitare doppi conteggi di animali in spostamento da una zona umida ad un’altra. Già i numeri, da soli, riescono a dare l’idea dell’ampiezza e dell’importanza di quanto sia stato fatto in questi giorni. Un lavoro enorme, un impegno notevole, un coordinamento perfetto e una dedizione da parte di tutti i soci che lascia davvero strabiliati. Un’impresa ancora più degna di nota se si considerano i tanti rimasti a casa in quarantena da COVID-19. Ma i numeri non possono dire dei tanti aspetti umani che ci sono dietro questa splendida iniziativa scientifica che ripetiamo ogni anno. Iniziamo a parlarne a dicembre quando, come soci ASOIM, ci incontriamo prima delle feste natalizie per scambiarci gli auguri e per organizzarci per gennaio. Si stabilisce la data della contemporanea, si assegnano le località ai capisquadra (ornitologi esperti dotati di cannocchiale, uno strumento indispensabile per i conteggi) e si aspetta che le feste passino presto per poter iniziare. Nel frattempo vanno formandosi le squadre. I soci si iscrivono a quella e o a quell’altra squadra e ci si organizza per i posti auto a disposizione. Finalmente arriva l’alba del primo giorno di censimenti e si parte. A quel punto è tutto un intreccio di mail e messaggi su cosa si è osservato, su commenti e confronti con quanto si era visto negli anni precedenti, sulle previsioni meteorologiche. Cominciano ad apparire bellissime foto di uccelli osservati e contati. Ma è in campo che accadono le cose più belle: il freddo pungente, i colori dell’alba, quelli degli uccelli posati sull’acqua, l’osservazione di una specie rara o semplicemente l’involo di una poiana posata su di un prato a pochi passi da te, o l’arrivo lento ma possente ed elegante di un airone cenerino che chissà da dove viene ma, chissà perché, si viene a posare a pochi metri da te e tu cominci a scattare foto a più non posso. Capita che mentre stai contando 200, 300, 400 folaghe il cannocchiale inquadri la sagoma di un altro uccello: ti accorgi che non è una folaga. Torni indietro e punti l’obiettivo e metti a fuoco. Si è lei, una moretta tabaccata! E allora tutti a guardare verso di lei e poi a commentare sul sesso, i colori, a valutare quanto se ne stanno vedendo quest’anno. Parte il messaggio per gli altri impegnati altrove e segnali l’osservazione. Non passa molto che ti arrivano altri messaggi: due anche qui, qui niente, qui solo folaghe, e così via Capitano poi gli incontri. Si era concordato che una squadra partisse da nord e un’altra da sud e poi si ci si incontrasse in un determinato punto. È un momento bellissimo. “Cosa hai visto?” “Quante alzavole hai contato?” “Noi finora pochi svassi maggiori ma tanti tuffetti.” E poi ci sono gli sfottò. “Ragazzi ho appena finito di contare 1363 alzavole” e giù i messaggi di risposta “esagerato!”, “ma sei sicuro? Ricontale per essere certo di non aver sbagliato”. E poi il tramonto, l’arrivo dei cormorani al dormitorio, ma anche la stanchezza, il freddo che comincia a fiaccare le nostre resistenze. L’ultimo cormorano che arriva al dormitorio quando ormi è quasi buio rappresenta il segnale per dire basta e andare, tutti insieme, a bere una tanto desiderata cioccolata calda. Ed è davanti alla tazza calda che cominciano i commenti: “l’anno scorso c’erano più folaghe”, “quest’anno le alzavole hanno fatto il pieno”, “ma che ci facevano quei due combattenti alle Soglitelle” “Avete visto, Alessio ha contato 57 gabbiani corsi”, “fammi vedere com’è venuto in foto l’airone cenerino”. Tutti ci credono e nessuno vuole mancare, anche chi quest’anno è stato impedito da vicende familiari, ma lo stesso ha trovato il tempo per andare a contare i cormorani nel tratto di costa sotto casa (grande Geppino!), chi ha deciso di riprendere a uscire per la prima volta dopo l’operazione proprio in occasione dei censimenti (grande Stefano! e grande Marcello che ci sei riuscito!). E quelli che sono in quarantena e non vedono l’ora di avere il tampone negativo per aggregarsi (ce l’hai fatta Patrizia!). E il rivedersi dopo giusto un anno con coloro che ci aprono i cancelli delle zone chiuse al pubblico e ci chiedono come sta andando quest’anno, e aspettano che poi gli inviamo la check-list di cosa abbiamo visto (Ciao Mario e ciao Remigio). Dietro quei numeri così importanti c’è tanta umanità, c’è tanta passione, c’è tanto amore per la natura, c’è gente bella che si gode la bellezza della vita su questo Pianeta. I partecipanti all’edizione 2022: Beatrice Bigu, Marcello Bruschini, Annamaria Cafieri, Mario Caniglia, Paolo Caruso, Paola Conti, Marco D’Errico, Angela De Laurentis, Anna Digilio, Giuseppe Di Martino, Lucio Dinacci, Bruno Dovere, Diego Errico, Elio Esse, Giuseppe Farace, Maurizio Fraissinet, Silvana Grimaldi, Claudio Labriola, Rossella Lanzieri, Patrizia Loffredo, Armando Maglio, Vincenzo Mancini, Danila Mastronardi, Lucia Migliaccio, Alessandro Motta, Luca Nelisio, Gianluca Nunziata Rega, Giuseppe Pesapane,

Calendario ASOIM 2022

L’ASOIM è lieta di presentare il Calendario 2022 realizzato con le foto dei Soci e in collaborazione con l’AFNI Campania. Qui è possibile scaricare una copia in formato PDF

Alternanza scuola-lavoro. Alunni impegnati nell’attività di inanellamento ai Variconi

L’Asoim ha sottoscritto una convenzione con l’Istituto superiore “G.Falcone” di Pozzuoli per attuare il PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) con i ragazzi delle quinte classi del liceo. I ragazzi frequenteranno la stazione di inanellamento dei Variconi collaborando fattivamente ai lavori della stazione. Vivranno questa nuova esperienza venendo a conoscenza della realtà della ricerca scientifica di campo. Il progetto ha come focus principali: il monitoraggio ornitico con la metodica dell’inanellamento e la sorveglianza attiva e passiva sull’influenza aviare. Si tratta di una iniziativa nuovissima, forse la prima volta, almeno in Campania, in cui l’alternanza scuola-lavoro vede gli alunni impegnati in attività di ricerca faunistica sul campo!            

Un commento del Presidente dell’ASOIM sul nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Europa

Keller V., Herrando S., Voriisek P., Franch M., Kipson M., Milanesi P., Martì D., Anton M., Klvanova A., Kalyakin M.V., Bauer H.G. & Foppen R.P.B., 2020 – European Breeding Bird Atlas 2: Distribution, Abundance and Change. European Bird Census Council & Lynx Edicions. Barcelona Qualcuno l’ha definita un’opera monumentale, e ha ragione perché la definizione rende bene l’idea. Siamo di fronte ad una grande opera, di notevole importanza per l’ornitologia continentale e non solo. Un’opera grande anche per le dimensioni con sui si presenta: 5 chilogrammi di peso, 968 pagine. 46 gli artisti che hanno realizzato i disegni delle singole specie e 348 gli autori dei singoli testi. Un’opera grande anche per la vastità dell’area coperta dalle indagini di campo: 11.075.000 Km2, un’area molto più ampia rispetto al primo Atlante europeo. Questa volta, con uno sforzo davvero notevole, si è riusciti a indagare anche i territori della Turchia e della Russia europea fino alla catena degli Urali e si sono potuti indagare meglio i territori dei Balcani. Questo Atlante in pratica copre l’intero continente europeo dalle Azzorre agli Urali. Il numero dei rilevatori impegnati sul campo è stato di 120.000 e 5.303 i quadranti UTM di 50 Km di lato. Per 222 quadranti UTM di 10 Km di lato, relativamente ad alcune specie comuni, si è provveduto ad un’analisi più approfondita, ricavando anche dati quantitativi e di densità. Il periodo dei rilevamenti in campo è stato compreso tra il 2013 e il 2017 ed ha portato alla individuazione di 596 specie, di cui 539 autoctone e 57 alloctone. 40 specie possono essere considerate endemiche del continente europeo e altre 59 vicine all’endemismo essendo concentrate quasi del tutto nel nostro continente. Per 556 specie il testo è accompagnato da disegni e alcune mappe. Queste, in particolare, riportano la distribuzione con riferimento anche all’abbondanza usando pallini di diverso diametro in funzione delle classi di popolazione su scala logaritmica in base 10 (1- 9, 10 – 99, 100 – 999, e così via), la distribuzione con pallini di diverso colore per indicare la nidificazione certa, probabile e possibile, il modello di probabilità della presenza della specie, le variazioni tra primo e secondo Atlante. Va detto che la mappa che riporta i pallini riferiti alle nidificazioni certe, probabili e possibili non ha una buona risoluzione grafica e risulta difficile distinguere i colori adottati. Ballerina bianca, Cuculo, Rondine, Cinciallegra ed alcune specie di corvidi sono le specie a più ampia distribuzione con più dell’85% dei quadranti occupati. Sono più del 50% invece le specie presenti in meno del 10% dei quadranti. Rispetto al primo Atlante, che copre il periodo 1985 – 1988, non sono state più riscontrate Strolaga beccogiallo, Quaglia tridattila, Gabbiano d’Islanda, Storno del Ruppel e Zigolo golarossa che però già nel primo Atlante risultavano presenti in maniera marginale e non con certezza di nidificazione. È comparsa invece una nuova specie, il Rondone indiano, che ha cominciato a colonizzare la penisola iberica. Sempre nell’ambito del confronto tra i due Atlanti si nota un decremento territoriale delle specie legate agli ambienti agricoli e agli spazi aperti e una espansione, invece, delle specie legate al biotopo delle foreste temperate. Aumenta altresì il numero medio di specie nei quadranti del Nord Europa in conseguenza del cambiamento climatico. A tale proposito sono molto interessanti le mappe che riportano per ciascun quadrante, con diversi colori, le estinzioni e le colonizzazioni nel confronto tra i due Atlanti: è netta l’immagine della colonizzazione dei quadranti nord europei da parte di specie che solo alcuni decenni fa si mantenevano al di sotto di determinate latitudini. Le mappe di Quaglia e Verzellino sono tra le più significative. Confortante poi la constatazione dell’espansione delle specie incluse nelle liste di protezione dell’Unione Europea, a dimostrazione della efficacia delle politiche di conservazione adottate a livello continentale. Mostrano un calo decisamente preoccupante invece l’Ortolano, la Tortora selvatica e l’Otarda, al punto che si dovranno trovare in tempi rapidi misure di protezione efficaci. Molto interessante il capitolo “Species and habitats” a pagina 48. In esso viene analizzata la ricchezza di specie nei vari biotopi individuati nel continente, di come questa varia in funzione dell’habitat e quali tendenze siano state osservate. Un’opera notevole, fondamentale, che rappresenterà il punto di riferimento per l’ornitologia europea nei prossimi anni. Non mancano elementi di criticità, anche se perdonabili dinanzi all’importanza dell’opera. Della difficoltà grafica di un tipo di mappa abbiamo già detto. Mancano i capitoli iniziali, presenti invece nel precedente Atlante, in cui vengono presentati in varie lingue europee e in maniera sintetica i metodi e i risultati dell’Atlante. Ci rendiamo conto che la dimensione del volume è risultata talmente grande da rendere praticamente impossibile l’aggiunta di altre decine di pagine. Si sarebbe potuto però realizzare un link su di un sito web in cui i lettori delle varie lingue presenti nel continente, collegandosi, avrebbero potuto trovare un ampio riassunto nella loro lingua. Ciò allo scopo di favorire quanto più possibile la diffusione della conoscenza dei dati acquisiti e dei metodi impiegati. Lo stesso dicasi per i nomi delle singole specie. Sono solo in latino e in inglese. Ancora una volta il riportare i nomi nelle varie lingue, magari anche tramite il link di cui sopra, sarebbe stato molto utile per allargare le conoscenze sulla nomenclatura in altre lingue, e anche per porre un freno ad una eccessiva egemonia anglofona che rischia di omologare eccessivamente la nomenclatura e mortificare la biodiversità linguistica dei nomi delle tante specie. Per quanto riguarda il nostro paese c’è da notare che solo uno dei nostri bravissimi disegnatori naturalistici è stato coinvolto nell’opera e che si sia fortemente decimata la pattuglia degli autori italiani. Si è passati dai 21 autori dell’Atlante precedente ai 2 (se non abbiamo contato male) di quest’ultimo. Una riduzione che non si riesce a comprendere in considerazione anche della forte crescita dell’ornitologia italiana nel suo complesso, soprattutto nel campo degli atlanti ornitologici, al punto che l’Italia può essere considerata uno dei paesi leader mondiali per alcuni tipi di Atlanti. Per quello che riguarda