il monitoraggio contemporaneo degli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide casertane e lago patria nel 2015
in questi giorni abbiamo completato la raccolta dei dati relativi al monitoraggio contemporaneo che abbiamo condotto il 18 gennaio nelle zone umide del casertano e al Lago Patria. Gli amici sanniti si sono anch’essi recati all’Oasi WWF di Campolattaro per fare osservazioni in contemporanea con noi, ma il maltempo è stato tale da impedire loro letteralmente di uscire dal centro visite, anche perché le nuvole erano talmente basse da impedire qualsiasi tipo di osservazioni. In primo luogo i numeri per avere un’idea di quanto abbiamo realizzato tutti insieme: siamo stati in 24 rilevatori divisi in 5 squadre e abbiamo visitato 15 località, abbiamo osservato 13840 uccelli di 46 specie diverse. Dal confronto dei totali di quest’anno con quelli dello scorso anno si possono notare ad un primo esame alcune risultanze interessanti. Sono stati osservati più uccelli rispetto all’anno precedente, nonostante quest’anno la giornata sia stata funestata da condizioni meteorologiche quasi proibitive e da alcuni contrattempi che hanno impedito di vistare una località (la foce del Garigliano) e hanno ridotto le possibilità di visita in un’altra: il lago di Falciano. Entrando nel dettaglio delle specie,ci sono state alcune interessanti osservazioni di specie accidentali o comunque rare: Cigno minore, Moretta grigia, Orco marino, Gabbiano corso. Si notano scarti in negativo di una certa consistenza per Volpoca, Canapiglia, Alzavola, Svasso maggiore, Airone bianco maggiore, Airone guardabuoi, Pavoncella, Beccaccino, Piovanello tridattilo e Piovanello pancianera. Per lo Svasso maggiore va detto che il fenomeno sembra avere dimensione regionale, per i dati che stiamo raccogliendo dalle zone umide e costiere delle altre province campane. Per l’Airone guardabuoi è molto probabile, invece, che una buona parte della popolazione sia sfuggita al conteggio perché intenta a pascolare su terreni in località non prese in considerazione per la contemporanea. Il calo dell’Airone bianco maggiore, al momento, non sembrerebbe trovare riscontri nelle zone umide delle altre province campane. Si notano scarti in positivo di una certa consistenza invece per Germano reale, Codone, Moriglione, Moretta, Moretta tabaccata, Tuffetto, Svasso piccolo, Sula, Cormorano, Gallinella d’acqua, Folaga (1000 in più rispetto allo scorso anno), Pettegola, Gabbiano reale, Gabbiano comune e Martin pescatore (per questa specie si conferma il fenomeno già registrato nel corso della migrazione post – nuziale ed è stato osservato un aumento anche nelle zone umide della provincia di Napoli). Da segnalare il dato della Moretta: i 91 esemplari sono effettivamente quelli presenti in Provincia di Caserta quel giorno perché sono state visitate in contemporanea tutte le zone umide idonee alla presenza della specie, ci si è tenuti in contatto telefonico per sapere dove erano presenti e pertanto quelle osservate al Lago Patria e alle Mortine sono le uniche presenti quel giorno. Il dato è interessante anche perché il 18 gennaio gli esemplari della specie si erano concentrati in solo due località. Lo hanno fatto per le condizioni meteorologiche? In ogni caso questo dato , ma non solo questo, fa capire quanto sia utile metodologicamente il monitoraggio contemporaneo. A proposito del metodo vale la pena ricordare che l’iniziativa nasce proprio dal dibattito che si teneva al nostro interno negli scorsi anni, quando ci chiedevamo quanto potesse inficiare il dato del conteggio effettuare i censimenti in date diverse, e correre quindi il rischio di avere doppi conteggi per quegli animali che si spostavano a distanza di qualche giorno in un’altra località In questo contesto è risultata stimolante la domanda che si poneva Silvana sull’opportunità o meno di effettuate il monitoraggio in giornate con condizioni meteorologiche particolarmente avverse. E’ uno spunto di riflessione che va accolto e sul quale ragionare. I dati raccolti dimostrerebbero che nel complesso non si è avuta una diminuzione delle osservazioni, anzi. Ciò non vuol, dire, però, che qualche specie possa rendersi meno visibile in particolare condizioni meteorologiche e che, in ogni caso, qualche località può risultare meno esplorabile. Anche per capire se ci fossero differenze nel conteggio e nelle presenze delle specie, d’intesa con Alessio, abbiamo effettuato un conteggio degli acquatici ai Variconi anche il giorno prima in condizioni meteorologiche buone. Temevamo, infatti, che con la pioggia del giorno dopo le anatre si potessero nascondere nel canneto e non farsi vedere. Dal confronto non sembrano emergere differenze sostanziali. Un’altra riflessione che lo stimolo di Silvana porta a fare è che il “cattivo tempo”, in inverno ci sta e può rappresentare una delle variabili: il Lago Matese, ad esempio, era ghiacciato per circa il 60%. Queste sono però solo alcune delle considerazioni che si possono fare, e se ce ne saranno altre che verranno anche a Voi, sarebbe bello confrontarsi su questo tema, considerato anche che siamo gli unici in Italia a sperimentare il metodo della contemporanea e che quindi il dibattito sul metodo ci trova tutti molto appassionati e interessati. Va aggiunto, inoltre, che nel corso dei rilevamenti di gennaio per le zone umide casertane, come ASOIM; abbiamo effettuato, come facciamo ogni anno, anche altre spedizioni di studio e abbiamo registrato altre presenze di specie e di popolazioni in zone che non venivano raggiunte dalla contemporanea e che comunque entreranno nella banca dati dell’Associazione per lo svernamento del 2015. In chiusura vorrei trasmettere a tutti Voi che avete partecipato e a quelli che purtroppo, pur volendo, sono stati impediti da stati influenzali, difficoltà meteorologiche e altri impegni, le sensazioni che ho provato, personalmente alla fine di questa bella esperienza. Alla fine della giornata del 18, raccogliendo le notizie dalle telefonate degli amici delle altre squadre e guardando poi le foto delle varie squadre il giorno dopo su FB, mi rendevo sempre più conto che anche quest’anno avevamo portato a termine un’impresa straordinaria, sia sul piano scientifico che umano. Nonostante una pioggia battente e continua, con a tratti situazioni da nubifragio, un freddo pungente, oltre che piovoso, in montagna, ben 24 persone, senza battere ciglio, si sono messe in auto e si sono presentate agli appuntamenti, in alcuni casi anche molto mattutini. Nessuno si è tirato indietro, tutti hanno portato a termine la missione, in alcuni casi abbiamo anche registrato un bellissimo spirito di squadra, quando ad esempio
Stefano Piciocchi, Danila Mastronardi e Maurizio Fraissinet (a cura di), 2011 – I Rapaci diurni della Campania (Accipitridi, Pandionidi, Falconidi). Monografia n.10 dell’ASOIM Onlus. ASOIM Onlus e Assessorato all’Ecologia e alla Tutela dell’Ambiente
In occasione del suo venticinquesimo compleanno l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ASOIM Onlus – pubblica la sua decima monografia, dedicata ai rapaci diurni della Campania.Il libro di 256 pagine presenta lo stato delle conoscenze derivante da dieci anni di ricerche di campo indirizzate al censimento e al monitoraggio degli uccelli rapaci diurni.Ad un primo progetto di censimento basato sulla tecnica di rilevamento degli atlanti ornitologici, si è andato sostituendo, a partire dal 2005, un nuovo progetto, denominato “night and day” dai soci dell’Associazione, perché vi dedicavano un giorno e una notte del loro tempo. Per sei primavere inoltrate (nel mese di giugno in genere), dal 2005 al 2010, sono stati esplorati in maniera molto approfondita, si potrebbe dire palmo a palmo, alcuni territori della Campania di particolare interesse naturalistico. Nelle visite si sono contati ad uno ad uno tutti i rapaci presenti nel territorio. Altri dati, inoltre, sono stati raccolti nel corso del decennio da altri progetti di ricerca e spedizioni ma anche dai Centri di Recupero della Fauna Selvatica presenti sul territorio regionale.Un decennio di ricerche sul campo che ha coinvolto una quarantina di volontari e che ha prodotto una mole notevole di dati, al punto che è stato possibile raccoglierli in questo libro, fornendo un quadro ampio e completo sullo status di tutte le specie di rapaci diurne note per la Campania.Complessivamente in Campania sono note 29 specie, 12 sono nidificanti, 11 sono migratrici e svernanti, 6 di sola comparsa accidentale. Tra le specie migratrici figura anche il Capovaccaio, un piccolo avvoltoio che ha nidificato in provincia di Salerno fino agli anni ’70.Per ciascuna specie nidificante, migratrice e svernante c’è un’ampia trattazione che ne illustra l’areale, l’ecologia, lo status popolazionistico e conservazionistico a livello planetario ed italiano, per poi soffermarsi sulla situazione campana con una trattazione approfondita e puntuale sulla distribuzione, la consistenza popolazionistica, lo status conservazionistico, gli andamenti popolazionistici e quanto altro sia emerso di interessante nei dieci anni di rilevamento sul campo. Per le specie nidificanti viene pubblicata anche una cartina regionale con l’areale riproduttivo, mentre per alcune specie svernanti vengono pubblicati i dati dei censimenti invernali. Le specie accidentali sono trattate in un capitolo a parte. Il testo riporta anche alcuni elementi per il riconoscimento delle specie in volo.Ma il libro non si esaurisce nell’analisi delle singole specie. Dopo una bella presentazione di Francesco Petretti e dei rappresentanti istituzionali della Regione Campania, nonché un abstract in lingua inglese, vengono ospitati capitoli dedicati alla sistematica, ai metodi di ricerca utilizzati e alla geografia della regione: un capitolo, questo, particolare perché i curatori hanno voluto riprendere un testo pubblicato dal compianto prof. Mario Milone, fondatore dell’ASOIM, nella prima monografia dell’Associazione, volendo in tal modo ricordare, in occasione del traguardo delle dieci monografie, l’illustre zoologo scomparso.C’è una terza parte, infine, dedicata ai rapporti tra i rapaci e l’uomo in cui compaiono capitoli dedicati ai Centri di Recupero della Fauna Selvatica che, con varie vicissitudini e diverse alternanze, da decenni, grazie all’abnegazione di volontari, operano per recuperare e reimmettere in natura animali feriti, sulle principali forme di disturbo umano che incidono non poco sulla sopravvivenza di tali specie nella regione e alcuni capitoli scritti da veterinari della ASL Napoli 1 e della Facoltà di Veterinaria, Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, sulle condizioni necessarie per operare in un Centro di Recupero della Fauna Selvatica, su di un caso clinico relativo ad un intervento chirurgico su di un Poiana, sugli studi epidemiologici che vengono condotti su tali animali.Come di consuetudine per le monografie ASOIM il libro si conclude con un’ampia bibliografia specialistica ed è estremamente curato dal punto di vista grafico, sia per la linea editoriale sempre impeccabile e gradevole, sia per l’elevato numero di fantastiche e spettacolari fotografie che ritraggono ambienti e uccelli.In chiusura una considerazione sulla produzione editoriale dell’ASOIM Onlus. Dieci monografie ornitologiche in 25 anni, 3 negli ultimi tre anni, sono una realtà culturale di grande rilevanza che merita attenzione. In primo luogo quasi tutte le monografie rappresentano il risultato finale di anni di ricerche sul campo (fa eccezione solo la quinta che ospita gli atti di un convegno), a dimostrazione di un’attività di ricerca scientifica intensissima, in secondo luogo va rimarcato il sostegno di enti pubblici e privati che in questi anni hanno dato fiducia, ben ripagata, in questa realtà scientifica, peraltro costituita da volontari, che ormai rappresenta una delle tante eccellenze culturali della Campania. Per avere una copia inviare una donazione di 15 euro (che comprende anche le spese di spedizione) al conto corrente postale ccp n. 77237360 intestato a “Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale”. L’ASOIM Onlus utilizza questi fondi per i propri fini istituzionali di ricerca scientifica e conservazione della natura.
La dieta del Falco pellegrino a Napoli in periodo riproduttivo
Viene allegato il pdf del lavoro: Fraissinet M. e De Rosa D., 2010. Sulla dieta in periodo riproduttivo del Falco pellegrino in ambito urbano. Picus, 36: 97 – 103
AVIFAUNA DEI LAGHI FLEGREI: AVERNO, LUCRINO E FUSARO
AVIFAUNA DEI LAGHI FLEGREI: AVERNO, LUCRINO E FUSARO Danila Mastronardi, Rosario Balestrieri, Davide De Rosa, Elio Esse, Marcello Giannotti, Stefano Piciocchi
Gli Anatidi selvatici della Campania.
Monografia n.8 dell’ASOIM curata da Maurizio Fraissinet e Vincenzo Cavaliere
Atlante degli Uccelli nidificanti in Provincia di Napoli. 2007 – 2009
Nona monografia dell’Asoim a cura di Maurizio Fraissinet e Danila Mastronardi Pubblicazione inserita dall’utente [dama], il 06/09/2010 alle 12.06.44 La nona Monografia dell’ASOIM (l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) è dedicata all’Atlante degli uccelli nidificanti in Provincia di Napoli. Dalla prima Monografia, dedicata all’Atlante degli uccelli nidificanti in Campania e pubblicata nel 1989, a quest’ultima l’ASOIM ha realizzato una produzione editoriale ornitologica tra le più ricche e intense non solo d’Italia ma dell’intero continente europeo. Nove libri monografici a tema ornitologico in 21 anni, e tutti frutto di un lavoro di ricerca più o meno lungo sul campo o, in un caso, di un convegno nazionale, rappresentano senz’altro uno sforzo e una produzione scientifica di cui andare fieri e orgogliosi.Chi ha già avuto modo di leggere le monografie dell’ASOIM sa già che oltre ai contenuti tecnici e scientifici, esse sono anche molto curate dal punto di vista grafico – editoriale, e ovviamente anche questa non sfugge alla regola. Il libro di 303 pagine, ospita 319 fotografie a colori di paesaggi e uccelli della Provincia di Napoli, un centinaio di cartine con una griglia sovrapposta fatta da un reticolo di quadranti di 5 chilometri di lato che riportano la distribuzione delle 99 specie di cui si è accertata la nidificazione sul territorio provinciale. Le cartine sono davvero fatte molto bene e forse rappresentano a tutt’oggi una delle risoluzioni grafiche meglio riuscite per questo tipo di lavori, con una definizione e una capacità di localizzazione della distribuzione molto facile.Come detto sono 99 le specie nidificanti risultate dal lavoro di campo condotto da 39 rilevatori. Questi hanno perlustrato il territorio provinciale nelle primavere degli anni 2007, 2008 e 2009. Una centesima specie, il Biancone, è stata sospesa dai curatori della ricerca perché le prove raccolte non forniscono elementi certi e convincenti e si attendono nuove eventuali osservazioni più probanti per il futuro. In realtà in Provincia di Napoli le specie nidificanti nel 2010 sono state giusto cento, perché in quell’anno si è aggiunta una specie nuova, il Cuculo dal ciuffo, una autentica sorpresa. Nel libro però viene solo segnalata la notizia perché la ricerca si è conclusa nella primavera del 2009 e negli Atlanti biologici occorre essere piuttosto rigorosi con le date.Le località provinciali più ricche di specie sono risultate essere la Riserva naturale del Cratere degli Astroni e il Parco nazionale del Vesuvio. La specie più diffusa in periodo riproduttivo è risultata il Merlo. Diverse specie rare e di particolare rilevanza naturalistica nidificano nel territorio provinciale, sebbene con una distribuzione estremamente localizzata e con un numero di coppie ridottissimo, tra queste sono degne di nota la Moretta tabaccata, il Gabbiano corso e la Monachella.L’opera riveste un’importanza notevole sia dal punto di vista scientifico che ambientale se si considera che il territorio provinciale ospita aree ad elevato rischio ambientale e una delle densità popolazionistiche più elevate del pianeta, nel contempo, però, è anche il territorio con due vulcani attivi (Somma – Vesuvio e Campi Flegrei), un parco nazionale, tre parchi regionali, diverse riserve naturali terrestri e marine, diversi siti archeologici, una incredibile varietà ambientale e paesaggistica concentrata in poco spazio: laghi, coste rocciose e sabbiose, isole, montagne, ecc.E’ stato estremamente interessante quindi studiare la distribuzione in periodo riproduttivo della classe degli uccelli, considerando il loro insostituibile e prezioso ruolo di perfetti indicatori ambientali. Ed è quindi anche molto istruttivo leggere i risultati della ricerca, peraltro esposti in maniera chiara.L’opera è stata resa possibile grazie a un contributo iniziale, nel 2007, dell’Amministrazione provinciale, ad opera dell’Assessore dell’epoca Francesco Borrelli, che ha consentito l’avvio della ricerca sul campo, e successivamente del SESIRCA dell’Assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste della Regione Campania e di Tess – Costa del Vesuvio, presieduta dall’avv. Leopoldo Spedaliere, che hanno consentito la stampa del volume, consapevoli che un ‘opera di questa natura può indurre un forte richiamo del turismo naturalistico nazionale e internazionale.Da ricordare, infine, che il libro si apre con la presentazione del prof. Vincenzo La Valva, nella sua qualità di Ordinario di Botanica Sistematica dell’Università Federico II di Napoli, si è trattato probabilmente dell’ultima testimonianza scritta del grande botanico, prematuramente scomparso questa estate. Per ricevere copia dell’Atlante degli uccelli nidificanti in Provincia di Napoli si prega di effettuare una donazione di 20 euro più 3 euro di spese di spedizione utilizzando il conto corrente postale n.77237360 intestato a “Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale” via Campana, 268 Pozzuoli. Scrivere sulla causale liberatoria per le attività di ricerca dell’ASOIM.Per chi volesse ricevere le ultime tre monografie dell’ASOIM, – Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti nella città di Napoli (Monografia n.7); gli Anatidi selvatici della Campania (Monografia n.8); Atlante degli uccelli nidificanti in Provincia di Napoli (Monografia n.9) – c’è la possibilità di averle con una donazione all’Associazione di 35 euro più 5 euro di spese di spedizione utilizzando il conto corrente postale n.77237360 intestato a “Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale” via Campana, 268 Pozzuoli. Scrivere sulla causale liberatoria per le attività di ricerca dell’ASOIM. Scarica l’allegato!
Nuovo progetto Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti nella città di NapoliI (2001 – 2005), Napoli, 351 pagine.
NUOVO PROGETTO ATLANTE DEGLI UCCELLI NIDIFICANTI E SVERNANTI NELLA CITTA’ DI NAPOLI (2001 – 2005), a cura di Maurizio Fraissinet. Monografia n. 7 dell’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – ASOIM. Napoli, 351 pagine A distanza di dieci anni dalla pubblicazione del primo atlante ornitologico della città di Napoli, relativo agli uccelli nidificanti e svernanti nel periodo 1990 – 1994, l’ASOIM (l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale), pubblica un nuovo libro nella sua collana di monografie, in cui vengono presentati i risultati del nuovo progetto atlante ornitologico urbano. Al fine di consentire la comparazione con i risultati della precedente ricerca e di poter effettuare quindi un buon monitoraggio del territorio cittadino attraverso lo strumento della classe degli uccelli, i rilevatori hanno utilizzato la stessa griglia di quadranti (con solo pochissimi aggiustamenti tecnici) e le stesse metodologie. 33 rilevatori, coordinati da Maurizio Fraissinet, che ha curato anche l’editing del volume, hanno perlustrato con metodiche ornitologiche l’intero territorio della città di Napoli, suddiviso in 142 quadranti di 1 chilometro di lato per il periodo riproduttivo e 145 quadranti di 1 chilometro di lato per il periodo invernale. La differenza si spiega con il fatto che tre quadranti relativi ad una banchina del porto sono utilizzati solo nella stagione invernale e non possono ospitare, invece, nidificazioni. Sono risultate nidificanti 64 specie, 2 in più rispetto a quelle della predente ricerca, e 76 specie svernanti, lo stesso numero di dieci anni fa, sebbene si sia modificata la qualità in specie del popolamento. 8 specie sono risultate estinte nel periodo riproduttivo nel corso dell’ultimo decennio, mentre 12 nuove specie sono, nello stesso periodo, comparse. Per due di queste, però, è ancora da accertare la nidificazione. Interessante anche lo studio delle specie che hanno mostrato incrementi e quelle che, al contrario, sono diminuite nel corso degli ultimi dieci anni. Tra le specie che hanno aumentato la popolazione nidificante e hanno ampliato l’areale cittadino sono da citare il Gheppio che ha raggiunto e superato le 30 coppie, il Pellegrino, oggi presente con 4 coppie, il Gabbiano reale, la Tortora dal collare, la Gazza e la Cornacchia grigia. Sono invece calate di numero quelle specie tipiche degli ecosistemi aperti e forestali, due tipologie ambientali che in città patiscono il fenomeno della frammentazione ambientale, un fatto estremamente negativo per molte specie di uccelli selvatici Degna di nota inoltre la ricchezza d specie di rapaci diurni nidificanti certi o probabili nella città partenopea, ben quattro specie: Gheppio, con oltre 30 coppie, Pellegrino, con oltre 4 coppie, Poiana con 1 coppia e Sparviere con 1 coppia. Nel libro non ci si limita alla sola presentazione delle singole specie rinvenute nel corso della ricerca, ma si propone un’ampia descrizione degli aspetti urbanistici, naturalistici e ambientali della città di Napoli e si analizzano in maniera molto approfondita i dato naturalistici, ecologici e biogeografici che scaturiscono dall’inchiesta, con numerose comparazioni sia con i dati della precedente ricerca che con quelli ricavabili dagli altri atlanti ornitologici urbani italiani ed europei finora pubblicati. Da evidenziare infine la grande cura editoriale del volume, che si presenta con una veste grafica particolarmente elegante, e che conta 351 pagine, 155 foto a colori, 4 tabelle e 270 cartine (sono riportate anche le cartine della precedente ricerca per confronto). Il tutto ne fa uno dei più belli e dei più interessanti atlanti ornitologici urbani finora pubblicati in Europa e che premia l’impegno davvero notevole profuso dai volontari dell’ASOIM e da chi li ha coordinati. Per mantenere uno standard particolarmente elevato di qualità del volume l’ASOIM, nonostante i contributi istituzionali e privati di cui ha goduto per la stampa dell’opera, ha dovuto far fronte agli alti costi di produzione con proprie risorse, arrivando a prosciugare le proprie casse. Si chiede pertanto a chi fosse interessato a riceverne una copia di voler elargire un contributo di almeno 20 euro (18 per i soci) quale donazione per i progetti di ricerca dell’Associazione. Per chi vuole ricevere il libro per posta occorre aggiungere 6 euro di spese di spedizione. Per averlo andare sul sito web dell’ASOIM, www.asoim.org, e leggere le istruzioni.
Check-list degli uccelli della Campania
Check-list degli uccelli della Campania Check – list degli uccelli della Campania (aggiornata al febbraio 2003) Maurizio Fraissinet*, Vincenzo Cavaliere**, Paola Conti*, Mario Milone*, Giancarlo Moschetti***, Stefano Piciocchi* e Sergio Scebba*** * Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale, Casella Postale 253, 80046 San Giorgio a Cremano ** CRIS – ANSALDO, Via Nuova delle Brecce 260, 80127 Napoli. *** Gruppo Inanellamento Limicoli, Traversa Napoli 58, 80078 Pozzuoli – Napoli Check –list 1 Gaviiformes 1 Gaviidae 1 20 Strolaga minore Gavia stellata Wirr.? 2 30 Strolaga mezzana Gavia arctica A-4 2 Podicipediformes 2 Podicipedidae 3 70 Tuffetto Tachybaptus ruficollis Mreg,W,SBpar II 0 4 90 Svasso maggiore Podiceps cristatus Mreg,W,SBpar II + 5 100 Svasso collorosso Podiceps grisegena A-2 6 110 Svasso cornuto Podiceps auritus A-1(1983) 7 120 Svasso piccolo Podiceps nigricollis Mreg,W 3 Procellariiformes 3 Procellariidae 8 360 Berta maggiore Calonectris diomedea Mreg 9 462 Berta minore Puffinus yelkouan Mreg,Wirr 4 Hydrobatidae 10 520 Uccello d. tempeste Hydrobates pelagicus Mreg,Wirr 4 Pelecaniformes 5 Sulidae 11 710 Sula Morus bassanus Mreg,W 6 Phalacrocoracidae 12 720 Cormorano Phalacrocorax carbo Mreg,W 13 800 Marangone dal ciuffo Phalacrocorax aristotelis Mirr 14 820 Marangone minore Phalacrocorax pygmeus A-7 5 Ciconiiformes 7 Ardeidae 15 950 Tarabuso Botaurus stellaris Mreg,W 16 980 Tarabusino Ixobrychus minutus Mreg,B III 0 17 1040 Nitticora Nycticorax nycticorax Mreg,SBpar I + 18 1080 Sgarza ciuffetto Ardeola ralloides Mreg,B(1992) I + 19 1110 Airone guardabuoi Bubulcus ibis Mreg, W 20 1190 Garzetta Egretta garzetta Mreg,Sbpar(1996) I + 21 1210 Airone bianco maggiore Egretta alba Mreg,W 22 1220 Airone cenerino Ardea cinerea Mreg,W,E 23 1240 Airone rosso Ardea purpurea Mreg,Wirr,Eirr. 8 Ciconiidae 24 1310 Cicogna nera Ciconia nigra Mreg 25 1340 Cicogna bianca Ciconia ciconia Mreg,B (1996) I 0 9 Threskiornithidae 26 1360 Mignattaio Plegadis falcinellus Mreg 27 1440 Spatola Platalea leucorodia Mreg,Eirr 6 Phoenicopteriformes 10 Phoenicopteridae 28 1470 Fenicottero Phoenicopterus ruber Mreg,Wirr 7 Anseriformes 11 Anatidae 29 1520 Cigno reale Cygnus olor A–6 30 1570 Oca granaiola Anser fabalis Mirr 31 1590 Oca lombardella Anser albifrons Mreg,Wirr 32 1610 Oca selvatica Anser anser Mreg,Wirr 33 1690 Oca collorosso Branta ruficollis A-1(1940) 34 1710 Casarca Tadorna ferruginea (A-1) (1854) 35 1730 Volpoca Tadorna tadorna Mreg,W 36 1790 Fischione Anas penelope Mreg,W 37 1820 Canapiglia Anas strepera Mreg,W 38 1840 Alzavola Anas crecca Mreg,W 39 1860 Germano reale Anas platyrhynchos Mreg,W,SBpar III 0 40 1890 Codone Anas acuta Mreg,W 41 1910 Marzaiola Anas querquedula Mreg,Wpar 42 1940 Mestolone Anas clypeata Mreg,Wpar 43 1950 Anatra marmorizzata Marmaronetta angustirostris (A-1) (1858) 44 1960 Fistione turco Netta rufina Mreg 45 1980 Moriglione Aythya ferina W,Mreg,Eirr 46 2020 Moretta tabaccata Aythya nyroca Mreg,Wpar,SB I + 47 2030 Moretta Aythya fuligula Mreg,W 48 2040 Moretta grigia Aythya marila Mirr,Wirr 49 2060 Edredone Somateria mollissima A-3 50 2130 Orchetto marino Melanitta nigra A-6 51 2150 Orco marino Melanitta fusca A-6 52 2180 Quattrocchi Bucephala clangula A-6 53 2200 Pesciaiola Mergus albellus A-1 (1991) 54 2210 Smergo minore Mergus serrator Mirr,Wirr 55 2260 Gobbo rugginoso Oxyura leucocephala A-7 8 Accipitriformes 12 Accipitridae 56 2310 Falco pecchiaiolo Pernis apivorus Mreg,B I 0 57 2380 Nibbio bruno Milvus migrans Mreg,B,Wparz II 0 58 2390 Nibbio reale Milvus milvus Mreg,SB,Wparz II 0 59 2430 Aquila di mare Haliaetus albicilla A-3 60 2470 Capovaccaio Neophron percnopterus Mirr,Bestinto 61 2510 Grifone Gips fulvus A-2 62 2560 Biancone Circaetus gallicus Mreg,W,B I 0 63 2600 Falco di palude Circus aeruginosus Mreg,W,E 64 2610 Abanella reale Circus cyaneus Mreg,W 65 2620 Albanella pallida Circus macrourus Mirr 66 2630 Albanella minore Circus pygargus Mreg 67 2670 Astore Accipiter gentilis SB, Mirr I – 68 2690 Sparviere Accipiter nisus SB,Mreg,Wpar II 0 69 2870 Poiana Buteo buteo SB,Mreg,Wpar III 0 70 2880 Poiana codabianca Buteo rufinus A-7 71 2930 Aquila anatraia maggiore Aquila clanga A-3 72 2960 Aquila reale Aquila chrysaetos SB,Wparz I + 73 2980 Aquila minore Hieraetus pennatus A-8 74 2990 Aquila del Bonelli Hieraetus fasciatus A-4 13 Pandionidae 75 3010 Falco pescatore Pandion haliaetus Mreg 9 Falconiformes 14 Falconidae 76 3030 Grillaio Falco naumanni Mreg,B I 0 77 3040 Gheppio Falco tinnunculus SB,Mreg,Wpar III 0 78 3070 Falco cuculo Falco vespertinus Mreg 79 3090 Smeriglio Falco columbarius Mreg,Wpar 80 3100 Lodolaio Falco subbuteo Mreg,B II 0 81 3110 Falco della Regina Falco eleonorae Mreg 82 83 3140 3160 Lanario Sacro Falco biarmicus Falco cherrug SB,Mreg A –1 (2003) I – 84 3200 Pellegrino Falco peregrinus SB,Mreg,Wpar II + 10 Galliformes 15 Phasianidae 85 3570 Coturnice Alectoris graeca SB III 0 86 3700 Quaglia Coturnix coturnix Mreg,B,Wpar IV + 87 3940 Fagiano comune Phasianus colchicus SB (ripop.) II – 11 Gruiformes 16 Rallidae 88 4070 Porciglione Rallus aquaticus SB,Mreg,Wpar III 0 89 4080 Voltolino Porzana porzana Mreg 90 4100 Schiribilla Porzana parva Mreg 91 4110 Schiribilla grigiata Porzana pusilla Mirr 92 4210 Re di quaglie Crex crex Mreg 93 4240 Gallinella d’acqua Gallinula chloropus SB,Mreg,Wpar IV + 94 4270 Pollo sultano Porphyrio porphyrio (A-2) 95 4290 Folaga Fulica atra Mreg,W,SB III 0 17 Gruidae 96 4330 Gru Grus grus Mreg,Wirr 18 Otididae 97 4420 Gallina prataiola Tetrax tetrax A-2 98 4460 Otarda Otis tarda A-2 12 Charadriiformes 19 Haematopodidae 99 5400 Beccaccia di mare Haematopus ostralegus Mreg,[W] 20 Recurvirostridae 100 4550 Cavaliere d’Italia Himantopus himantopus Mreg,B,E II + 101 4560 Avocetta Recurvirostra avosetta Mreg 21 Burhinidae 102 4590 Occhione Burhinus oedicnemus Mreg 22 Glareolidae 103 4650 Pernice di mare Glareola pratincola Mreg,Bpar I 0 23 Charadriidae 104 4690 Corriere piccolo Charadrius dubius Mreg,B III 0 105 4700 Corriere grosso Charadrius hiaticula Mreg 106 4770 Fratino Charadrius alexandrinus Mreg,B II – 107 4820 Piviere tortolino Charadrius morinellus Mirr 108 4850 Piviere dorato Pluvialis apricaria Mreg,Wirr 109 4860 Pivieressa Pluvialis squatarola Mreg,Wirr,Eirr 110 4930 Pavoncella Vanellus vanellus Mreg,W 24 Scolopacidae 111 4960 Piovanello maggiore Calidris canutus Mreg 112 4970 Piovanello tridattilo Calidris alba Mreg 113 5010 Gambecchio Calidris minuta Mreg 114 5020 Gambecchio nano Calidris temminckii Mreg 115 5090 Piovanello Calidris ferruginea Mreg 116 5120 Piovanello pancianera Calidris alpina Mreg,Wpar 117 5140 Gambecchio frullino Limicola falcinellus A-3 118 5170 Combattente Philomachus pugnax Mreg
Migrazione e inanellamento degli uccelli in Campania.Incisivo, Salerno, 1992.
Monografia a cura di M.Fraissinet e M.Milone La tradizione ornitologica in Campania ha potuto fare riferimento alla pratica dell’inanellamento a scopo scientifico già dal 1980, la seconda monografia dell’Asoim riporta le attività di sei stazioni abituali e di 42 stazioni occasionali dove l’inanellamento è state effettuato in accoro con i protocolli internazionali emanati dall’EURING. Nel volume, oltre alle statistiche stilate per ogni stazione e complessivamente per l’intero territorio, viene fatta anche un’interessante panoramica sulla metodica dell’inanellamento e sul fenomeno delle migrazioni. Foto a colori e disegni a china completano e rallegrano la pubblicazione.
L'Atlante degli uccelli svernanti in Campania. A.C.M. spa. Torre del Greco, 1999
Monografia a cura di M.Milone L’Atlante degli uccelli svernanti in Campania si inserisce su una ormai affermata tradizione di atlanti prodotti e in corso di produzione da parte dell’ASOIM. La monografia raccoglie in 540 pagine tutte le informazioni possibili sul fenomeno della svernamento dell’avifauna sul nostro territorio con cartine distributive, ricche analisi bibliografiche e statistiche rivolte alla comprensione dell’ecologia delle comunità svernanti. Largo spazio viene riservata alle problematiche sulla metodologia con cui è stato affrontato un lavoro che ha coinvolto ben 49 rilevatori dal 1989 al 1995. Il numero delle specie rilevate è 182 di cui sono riportati riferimenti agli areali di svernamento con dati quantitativi, areale primaverile, distribuzioni altimetriche e preferenze ambientali. L’elenco e l’indice delle specie è fatto in francese, inglese, spagnolo e tedesco oltre che in italiano e latino.