NASCE IL PROGETTO “SOS PASSERI NAPOLI”

Il Passero d’Italia Passer italiae e la Passera mattugia Passer montanus, specie considerate comunissime fino a qualche decennio fa, sono oggi in forte declino numerico. In Italia diverse città hanno attivato progetti specifici per valutare l’andamento delle popolazioni;. Reggio Emilia, Venezia, Pisa, Livorno, Milano, Roma, per citarne alcune hanno tutte evidenziato un forte decremento dei passeri. Napoli parte adesso con questo progetto che contando gli individui delle due specie lungo gli stessi percorsi stabiliti, mira a censire la popolazione di passeri partenopei e a calcolare il trend. Il progetto ha come principale focus la città di Napoli, dato che le popolazioni urbane sono quelle a maggior rischio di estinzione. Censimenti in aree periferiche verranno attuati come confronto rispetto al contesto urbano. Più siamo, maggiore sarà l’accuratezza dei conteggi e il successo dell’iniziativa. Contribuisci anche tu a salvaguardare i passeri a Napoli, dichiara la tua disponibilità scrivendo una mail a generepasser@gmail.com. Il Principio Precauzionale afferma: la popolazione della specie di uccello più comune che si dimezza nel giro di 10 anni impone di indagarne le cause.
Progetto Coracias Campania – presentato un contributo al XXII Convegno Italiano di Ornitologia sui risultati del fototrappolaggio.

E’ stato presentato al XXII Convegno Italiano di Ornitologia che si è tenuto a Lecce dall’8 al 12 settembre 2025, un contributo sulla Ghiandaia marina che si inserisce nel progetto “Coracias Campania” che l’ASOIM conduce dal 2012. La presentazione orale è stata inserita nella sessione “Avifauna of the arid-steppe environments. Il lavoro dal titolo “Phototrapping technique for studying the reproductive behavior of the European Roller Coracias garrulus” riportava i risultati di due anni di attività di fototrappolaggio condotta su nidi di Ghiandaia marina nei ruderi dell’Opera Nazionale Combattenti situati nel casertano. Sono emersi interessanti risultati, presentati in gran parte sotto forma di video prodotti dalle fototrappole, che hanno chiarito diversi aspetti sui tempi di deposizione, cova e involo, sulle prede portate al nido, sulla competizione con la Taccola Corvus monedula che risulta molto spinta, e altre specie ornitiche e soprattutto sul disturbo arrecato alle coppie dalle attività antropiche, in particolare le attività agricole che disorientano la coppia allontanandola per periodi prolungati dal nido. Documentato anche il tentativo di predazione da parte di un ratto. Il contributo portava la firma di Danila Mastronardi (relatrice al convegno), Elio Esse, Nicola Campomorto e Fabrizio Golino.
Monitoraggio del Falco pellegrino nel Parco Nazionale del Vesuvio

L’A.S.O.I.M., in convenzione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha dato inizio in febbraio alle attività di monitoraggio della nidificazione del Falco pellegrino (Falco peregrinus) nel Parco. Da anni una coppia nidifica nelle pareti rocciose interne al Gran Cono e, a fini conservativi e di divulgazione, l’Ente Parco ha installato nel 2023 due telecamere a distanza per seguire le diverse fasi della riproduzione. Mediante le osservazioni in campo e da remoto l’ASOIM potrà raccogliere utili informazioni sulla biologia riproduttiva della specie nel Parco.
Farmland Bird Index – Aggiornamento 2024

È stato pubblicato l’aggiornamento 2024 del progetto Farmland Bird Index a cui l’ASOIM partecipa fin dall’inizio. Il progetto nasce nel 2009 proseguendo l’analogo progetto MITO2000. La Commissione europea ha individuato l’indice degli uccelli comuni degli ambienti agricoli (Farmland Bird Index) come indicatore di contesto nell’ambito della Politica Agricola Comune, al fine di monitorare l’efficacia delle azioni intraprese e la salute di tali habitat. L’indicatore risulta in declino moderato per la nostra Regione con numerose specie in declino. Sono diminuite del 75% le popolazioni di specie come il Saltimpalo, l’Averla piccola, la Passera mattugia. Specie che mostrano la stessa tendenza al declino a scala nazionale.
Farmland Bird Index

L’ASOIM collabora da anni con la LIPU per il progetto sul FBI, un indice aggregato che misura i trend delle popolazioni di uccelli comuni, con particolare riguardo a quelle legate agli ambienti agricoli. La situazione è preoccupante con un calo numerico costante per numerose specie legate a tali ambienti. L’indice sfrutta la caratteristica degli uccelli di essere ottimi indicatori ambientali, per delineare uno stato di salute dell’ambiente che desta preoccupazione. Allego qui le due più recenti pubblicazioni relative al FBI nazionale e campano.
Progetto di inanellamento Limicoli ai Variconi

Nel mese di settembre 2023 ha preso l’avvio il progetto di inanellamento dei Limicoli nell’oasi dei Variconi. Il progetto, approvato dall’ISPRA, consiste nel montaggio di reti mist-nets in orario pomeridiano e la cattura durante tutta la sera, la notte e parte della mattina seguente. La cattura è di tipo attivo, cioè con l’ausilio di richiami acustici. Questa è la metodica più utilizzata per la cattura di questo gruppo di uccelli e sta funzionando molto bene. In due uscite abbiamo catturato 10 specie diverse di Limicoli e Rallidi più qualche passeriforme in migrazione notturna. Le catture proseguiranno finché gli stagni si manterranno sufficientemente asciutti.
PROGETTO CORACIAS CAMPANIA

Prosegue il monitoraggio della Ghiandaia marina Coracias garrulus in Campania, in pieno accordo con il progetto nazionale. Il progetto ha ormai dodici anni di vita e la mole di dati raccolta è enorme. Quest’anno probabilmente si registra una certa ripresa rispetto al 2022, con siti rioccupati. Nel 2022, allo scopo di acquisire maggiori informazioni sulla biologia riproduttiva della specie, montammo delle fototrappole che ripresero fasi importanti del corteggiamento e della competizione con Corvus monedula. Quest’anno abbiamo ripetuto l’esperimento e abbiamo montato due fototrappole su siti noti. Attendiamo ora la fine della stagione riproduttiva per scaricare le memory card.
Ecco il resoconto della "Stazione di inanellamento e ricerche faunistiche Variconi e Castel Volturno" annualità 2021/2022
Anche quest’anno è disponibile il resoconto della stazione di inanellamento Variconi e Castel Volturno. Scarica il pdf! scarica il pdf
Il Nuovo Atlante degli Uccelli Nidificanti in Campania a cura dell’ASOIM

Ischia – Foto Maurizio Fraissinet Cosa è un Atlante biologico L’atlante biologico è un metodo di rappresentazione cartografica della distribuzione, rilevata in un determinato periodo, di una singola specie o di una categoria sistematica, sia essa vegetale o animale (Fraissinet, 1995). Lo studio della distribuzione della fauna e della flora in un determinato territorio attraverso l’uso della rappresentazione cartografica, soprattutto se realizzata usando una griglia composta da quadranti di uguale superficie, e conoscendo l’arco temporale in cui è stata effettuata la raccolta standardizzata dei dati su campo, consente una interessante serie di analisi: conoscenza degli areali delle specie; possibilità di identificare aree con maggiore ricchezza di specie, biodiversità, endemismi; comprendere i motivi ecologici alla base delle distribuzioni e poterne ipotizzare le dinamiche future; monitorare e analizzare gli andamenti; comparare la distribuzione della specie con le caratteristiche geografiche ed ecologiche del territorio in cui essa è presente. È anche possibile, ripetendo ciclicamente le rilevazioni a distanza di tempo, appurare eventuali variazioni nelle presenze e/o nelle distribuzioni, ed ipotizzarne le cause correlandole alle variazioni apportate al territorio stesso e/o agli ecosistemi dalle attività antropiche (Fraissinet, 1995; Gibbons et al., 2007). Il metodo di campionamento e l’utilizzo di una griglia geometricamente precisa consentono anche elaborazioni ed analisi statistiche sulle distribuzioni. L’atlante biologico rappresenta quindi una buona metodologia di ricerca per contribuire alla conoscenza delle distribuzioni animali e vegetali, delle modalità e dei tempi con i quali le specie occupano nuovi areali, nonché delle variazioni nella composizione in specie delle comunità biologiche in funzione dei cambiamenti che subisce il territorio, il clima, ecc. È quindi anche uno strumento di grande efficacia per valutare i processi di pianificazione territoriale impostati su di una corretta conoscenza degli ecosistemi, le politiche di conservazione della natura, la “misurazione” delle condizioni ecologiche e naturali di un territorio mediante indicatori ambientali. Le conoscenze acquisite, infatti, consentono di operare, ad una determinata scala territoriale, una corretta pianificazione del territorio attenta alla conservazione della natura, evitando o mitigando gli impatti ambientali. L’atlante biologico fornisce anche la possibilità, con la ripetizione del progetto in periodi successivi e mantenendo inalterati i metodi, di effettuare confronti a distanza di tempo sulla situazione territoriale. La possibilità di confrontare ad intervalli temporali le distribuzioni faunistiche e floristiche, nonché i valori di densità e gli indici di comunità se rilevati, consente la comprensione delle cause ecologiche e antropiche in grado di alterare, modificare, indirizzare la distribuzione, ma anche la comparsa o la scomparsa, delle singole specie sul territorio o degli equilibri dinamici all’interno delle comunità. Gabbiano Corso – Foto Silvia Fraissinet Gli Atlanti ornitologici Il primo Atlante biologico ad essere pubblicato è stato un atlante ornitologico, sebbene limitato ad una trentina di specie e ad una griglia cartografica costituita da quadranti di 25 chilometri di lato. Lo pubblicò Norris nel 1960 su Bird Study (Norris, 1960). Pochi anni dopo fu pubblicato, sempre nel Regno Unito, l’Atlante delle piante in Gran Bretagna e in Irlanda (Perring & Walters, 1962). Da allora sono stati prodotti nel mondo numerosissimi atlanti su diversi taxa vegetali e animali. Tra questi ultimi la categoria sistematica più studiata è quella degli Uccelli. Gibbons e collaboratori nel 2007 contarono 411 atlanti ornitologici pubblicati in 50 paesi di tutto il mondo (Gibbons et al., 2007). Il motivo di ciò si spiega con la facilità di osservazione e semplicità di riconoscimento, in modo da poter coinvolgere anche gli appassionati di bird-watching e i cosiddetti ”citizen science”, e l’elevata sensibilità alle modificazioni dell’ambiente delle specie di questa classe animale, tanto che gli Uccelli sono comunemente considerati ottimi indicatori biologici. L’Italia è il paese che ha pubblicato finora il maggior numero di atlanti ornitologici: 171 atlanti pubblicati o parzialmente pubblicati al 2016 (Fraissinet, 2017; 2021). In particolare, il nostro paese si distingue per un elevato numero di atlanti locali: regionali, provinciali, urbani, aree naturali protette, territori a valenza geografica. Il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania, pubblicato nel 1989, si riferisce al periodo 1983 – 1987 ed è stato il terzo atlante regionale ad essere pubblicato in Italia (Fraissinet e Kalby, 1989). Successivamente, nel 1999, è stato pubblicato anche l’Atlante degli uccelli svernanti in Campania, riferito al periodo compreso tra la stagione invernale 1989/90 e la stagione invernale 1994/1995 (Milone, 1999). Il primo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. Monografia n.1 dell’ASOIM.Copertina di Antonio Lubrano Lavadera Atlante degli Uccelli svernanti in CampaniaMonografia n.6 dell’ASOIM.Copertina di Domenico Fulgione A distanza di 33 anni dal primo Atlante degli uccelli nidificanti si rende necessario e non più prorogabile ripetere la ricerca e realizzare quindi un nuovo Atlante degli uccelli nidificanti in Campania. A tal fine l’ASOIM ha condotto uno studio preliminare di fattibilità per verificare la sussistenza delle condizioni per poterlo organizzare. Avuto un riscontro positivo ha deciso quindi di avviare il progetto dalla stagione riproduttiva del 2022, prevedendo una durata di cinque anni. Logo del progetto Organizzazione e metodi È stata predisposta una griglia di 168 quadranti che sarà utilizzata per la visualizzazione dei dati (Fig.1). Fig. 1 – Griglia di quadranti UTM di 1 KM di lato sovrapposta al territorio della Regione Campania Ciascun quadrante ha un codice alfanumerico: B6, C4, E9, P10, ecc. Per l’individuazione dei singoli quadranti è stato predisposto un file .KML della griglia che, mediante il software Google Earth, consente di venire immediatamente a conoscenza di quale sia il quadrante in cui si sono effettuate le osservazioni, al fine di indicarlo correttamente nelle schede. Per poter aprire la griglia .KML non è necessario aver scaricato sul proprio dispositivo Google Earth. È sufficiente scaricare il file della griglia (“Griglia Atlante Regionale ASOIM (Scarica la Griglia)”), andare sul sito web Google Earth web e seguire le istruzioni riportate nel foglio (Istruzioni) Nelle schede è preferibile indicare le coordinate delle osservazioni nei formati “gradi decimali”, oppure “gradi, minuti, secondi”. Per es. le coordinate della sede ASOIM (sita in via Cavalli di Bronzo 95, San Giorgio a Cremano) sono: 40.828574°N-14.341008°E oppure 40°49’42″N-14°20’27″E. Se non sapete come trovare le coordinate su
Alternanza scuola-lavoro. Alunni impegnati nell’attività di inanellamento ai Variconi

L’Asoim ha sottoscritto una convenzione con l’Istituto superiore “G.Falcone” di Pozzuoli per attuare il PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) con i ragazzi delle quinte classi del liceo. I ragazzi frequenteranno la stazione di inanellamento dei Variconi collaborando fattivamente ai lavori della stazione. Vivranno questa nuova esperienza venendo a conoscenza della realtà della ricerca scientifica di campo. Il progetto ha come focus principali: il monitoraggio ornitico con la metodica dell’inanellamento e la sorveglianza attiva e passiva sull’influenza aviare. Si tratta di una iniziativa nuovissima, forse la prima volta, almeno in Campania, in cui l’alternanza scuola-lavoro vede gli alunni impegnati in attività di ricerca faunistica sul campo!