Censimenti uccelli acquatici svernanti in Campania gennaio 2026

Anche per quest’anno si è conclusa la finestra temporale stabilita dall’IWC per il censimento degli uccelli acquatici svernanti, e anche quest’anno come ASOIM ci siamo impegnati con tutte le nostre forze per visitare tante località – 60 – e raccogliere quanti più dati con professionalità e rigore scientifico. Abbiamo organizzato 80 spedizioni, parte delle quali realizzate durante la nostra contemporanea, tenutasi nel week del 10 e 11 gennaio. Abbiamo coinvolto 34 rilevatori e raccolto 31.643 dati, il numero più alto dal 2006 (!), relativi a 70 specie svernanti. Uno sforzo organizzativo notevole nel quale l’ASOIM ha dato prova ancora una volta di grande capacità organizzativa e i soci si sono sentiti parte di una grande squadra di appassionati in grado di muoversi in tutte le condizioni meteo, garantendo affidabilità, professionalità e serietà scientifica. È possibile scaricare la relazione con i commenti dei risultati ottenuti e la tabella excel con i dati di quest’anno a confronto con il trimestre precedente. ASOIM – Relazione finale svernamento 2026 | ASOIM Dati svernamento 2026
ASOIM – Convenzione stipulata con il Parco Archeologico di Pompei

Da oggi l’ASOIM, in applicazione della convenzione stipulata con il Parco Archeologico di Pompei, cura una pagina nel sito web del Parco Archeologico sugli uccelli che si possono osservare negli scavi e nelle altre località archeologiche gestite dal Parco. Un risultato per noi , ma non solo per noi, molto importante. È la prima volta infatti che si fa ciò per una località archeologica… una delle località più visitate e più famose del Pianeta. L’Area Archeologica di Pompei è senza dubbio uno dei siti archeologici più famosi al mondo, visitato ogni anno da milioni di visitatori provenienti da ogni angolo della Terra per ammirare i resti di una città romana del I secolo d.C. ma anche, o forse soprattutto, per partecipare all’esperienza di vivere in un giorno qualsiasi di duemila anni fa. Infatti, quando nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio seppellì sotto una coltre di ceneri e lapilli la città, il tempo si fermò, la vita e le attività della popolazione furono cristallizzate. Già negli anni passati è stato fatto un parziale censimento degli uccelli raffigurati negli affreschi e che quindi possono dare un’idea delle conoscenze ornitologiche degli antichi pompeiani, conoscenze che, in buona parte, derivavano dalla cattura di esemplari per scopo decorativo, come nel caso di cigni o pavoni, oppure per scopi alimentari. Tutto ciò ha portato l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale (ASOIM) ad elaborare un progetto di censimento e monitoraggio dell’avifauna attualmente presente nell’Area Archeologica, progetto che, presentato alla Direzione del Parco Archeologico di Pompei, è stato approvato nel novembre 2024, quando è stata sottoscritta la relativa convenzione tra il Parco e l’ASOIM. Vi invitiamo a leggere tutte le informazioni sul sito del Parco Archeologico.
Atlanti Ornitologici – Nuovo standard per le ricerche sull’avifauna negli ambienti urbanizzati

A quasi quarant’anni dall’avvio delle ricerche sull’avifauna urbana e a trent’anni dalla pubblicazione delle prime linee guida nazionali, è ora disponibile un nuovo standard metodologico, pubblicato sulla rivista Ecologia Urbana (volume 37, 2025). Un passaggio fondamentale per migliorare ulteriormente la conoscenza, la gestione e la conservazione della biodiversità urbana, e in particolare degli uccelli che vivono nelle nostre città. Lo rendono noto gli autori Marco Dinetti della Lipu, Maurizio Fraissinet dell’Associazione studi ornitologici Italia meridionale, Pietro Giovacchini dell’Università di Siena e Anna Mosconi del Museo civico di storia naturale di Cremona che sottolineano come l’iniziativa rafforzi un percorso avviato negli anni Ottanta, quando gli studi di ornitologia urbana in Italia hanno iniziato a crescere rapidamente, grazie alla diffusione degli atlanti. L’Italia si conferma il Paese leader negli studi sugli uccelli che popolano le aree urbane: ad oggi sono stati realizzati 72 progetti di atlanti ornitologici urbani, riguardanti 47 città, di cui 34 capoluoghi di provincia: una produzione che non ha eguali a livello internazionale e che testimonia la vitalità della ricerca in questo settore. L’esigenza di aggiornare gli standard metodologici, pubblicati per la prima volta nel 1995 sulla Rivista Italiana di Ornitologia, è maturata un anno fa il 29 e 30 novembre 2024, durante il workshop di Cremona “Atlanti ornitologici urbani italiani”. Dal dibattito di quel workshop in avanti si è sviluppata la nuova metodologia, tradotta in questo nuovo documento cui hanno contribuito numerosi esperti e coordinatori di atlanti urbani provenienti da diverse regioni italiane, portando punti di vista e competenze che riflettono la grande varietà di contesti urbani del nostro Paese. “Questa tipologia di indagine della biodiversità urbana – affermano gli autori – oltre a garantire una base conoscitiva del territorio, permette il coinvolgimento della gente in un’ottica di citizen science. I risultati che scaturiscono sono utili per contribuire alla gestione del verde urbano, alle iniziative sulle cosiddette specie “problematiche/opportuniste” (quali piccioni/colombi e gabbiani reali) e al monitoraggio del consumo di suolo, tanto che gli atlanti ornitologici vengono considerati tra gli indicatori dei Rapporti ISPRA sulla qualità dell’ambiente urbano”. Inoltre, si desidera portare un contributo al Regolamento europeo 2024/1991 noto come Nature Restoration Law, in particolare per gli obiettivi di ripristino degli ecosistemi urbani per i quali è attualmente in corso di elaborazione il Piano nazionale di ripristino. La rivista Ecologia Urbana con le Linee guida sugli atlanti ornitologici urbani è scaricabile liberamente dal seguente sito: www.ecologia-urbana.com
21 Monografia ASOIM – Elementi di Biodiversità Faunistica del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno

Un volume di 413 pagine che riporta i risultati delle diverse attività svolte in esecuzione del bando per il programma di ricerca del centro nazionale della biodiversità “National Biodiversity Future Center (NBFC)”, a valere sulle risorse del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4, “istruzione e ricerca” – Componente 2, “dalla ricerca all’impresa” – linea di investimento 1.4, “potenziamento strutture di ricerca e creazione di “campioni nazionali di R&S” su alcune key enabling technologies”, finanziato dall’Unione Europea – NEXTGENERATIONEU progetto [NBFC] [CN00000033]”. N° id. Progetto NBFC_S8P1_0040 – C.U.P. J46C23000310002. Citazione dell’opera:Fraissinet M., Bruschini M., Capasso S., Labriola C. e Tatino F. (a cura di), 2025 Elementi di Biodiversità Faunistica del Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno. Monografia n. 21 dell’ASOIM L’Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno ha vinto il bando e l’ASOIM ha agito in convenzione come soggetto partner. Racchiude quindi un’ampia descrizione naturalistica del Parco e capitoli sull’Atlante degli Uccelli Nidificanti e Svernanti nel Parco, sulla Stazione di inanellamento di Longola, la Teriofauna, gli Odonati e la Citizen Science messa in atto nel corso del progetto. Testi di: Marcello Bruschini, Silvia Capasso, Filomena Carpino, Giuseppe Di Martino, Bruno Dovere, Maurizio Fraissinet, Claudio Labriola, Rossella Lanzieri, Danila Mastronardi, Ruggero Micieli De Biase, Alessandro Motta, Luca Nelisio, Alfonso Maria Piromallo, Gianluca Nunziata Rega, Filippo Tatino. Foto di: Marcello Bruschini, Silvia Capasso, Alfonso Caprio, Filomena Carpino, Olimpia De Simone, Bruno Dovere, Maurizio Fraissinet, Claudio Labriola, Ruggero Micieli De Biase, Lorenzo Montoro, Alessandro Motta, Gianluca Nunziata Rega Grafica: Bramea di Claudio Labriola. Copertina e disegni: Claudio Labriola.
Monitoraggio del Falco pellegrino nel Parco Nazionale del Vesuvio

L’A.S.O.I.M., in convenzione con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha dato inizio in febbraio alle attività di monitoraggio della nidificazione del Falco pellegrino (Falco peregrinus) nel Parco. Da anni una coppia nidifica nelle pareti rocciose interne al Gran Cono e, a fini conservativi e di divulgazione, l’Ente Parco ha installato nel 2023 due telecamere a distanza per seguire le diverse fasi della riproduzione. Mediante le osservazioni in campo e da remoto l’ASOIM potrà raccogliere utili informazioni sulla biologia riproduttiva della specie nel Parco.
Corso base di Birdwatching – ASOIM – FAI – Baia di Ieranto

Nei primi mesi del 2025 l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale, tramite un accordo con il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), ha condotto un corso base di Birdwatching con focus sulla Baia di Ieranto, un’area naturale protetta in penisola sorrentina gestita dal FAI. Il corso si è articolato in tre lezioni online e due uscite pratiche sul campo. Le lezioni teoriche hanno permesso di approfondire l’uso degli strumenti, come binocoli e guide sul campo, applicazioni e siti, fornendo ai partecipanti le basi per riuscire ad identificare le principali specie di uccelli, le loro caratteristiche distintive e i comportamenti tipici. Le uscite sul campo sono state un momento fondamentale per mettere in pratica le nozioni apprese. La prima uscita si è svolta al crepuscolo, ha offerto un’esperienza unica, permettendo di ascoltare diversi uccelli notturni. La seconda, all’alba, è stata particolarmente suggestiva: il sorgere del sole nella Baia e il canto degli uccelli, connubio perfetto. I partecipanti hanno dimostrato grande entusiasmo e coinvolgimento, riuscendo a identificare diverse specie e affinando le proprie capacità di osservazione, mettendosi a dura prova nel riconoscimento al canto. Il corso ha offerto non solo l’opportunità di imparare tecniche e strategie di Birdwatching, ma anche di entrare in sintonia con l’ambiente naturale in modo profondo e rispettoso. (Rossella Lanzieri)
Viaggio ASOIM in Albania

Dal 28 febbraio al 4 marzo come ASOIM abbiamo organizzato un viaggio ornitologico per visitare tre zone umide poste lungo la costa adriatica dell’Albania. L’organizzazione del viaggio è stata curata da Camillo Campolongo, chiamato il “capobanda” per questo suo ruolo fondamentale. Hanno partecipato: Camilo Campolongo, Christian Chandellier, Federico Amitrano, Olimpia Lilly De Simone, Maurizio Fraissinet, Arturo Fontanelli, Danila Mastronardi, Massimo Santucci, Sergio Tanga. Abbiamo dormito e cenato nell’Hotel Pelikan, situato nel Parco Nazionale Divjaka Karavasta, un buon hotel con colazione e cena super abbondanti. Il Parco Nazionale Divjaka Karavasta, posto a sud di Durazzo, è stata la prima zona umida ad essere stata visitata. Il Lago Karavsta è considerato una delle zone umide più estese dell’Albania ed è nota per la presenza di una popolazione nidificante di Pellicano riccio. Il Parco nazionale opera per la conservazione della colonia che in questi anni si è assestata su poco più di 60 coppie, avendo toccato le 80 coppie alcuni anni fa. Tra le varie iniziative il Parco ha realizzato delle isole artificiali, che vengono utilizzate dalle coppie riproduttrici, al fine di evitare allagamenti dei nidi a seguito di innalzamento del livello dell’acqua. Il Parco ci ha messo a disposizione una guida e una imbarcazione che ci ha portato al limite oltre il quale è vietato andare per non arrecare disturbo. L’area naturale protetta è anche dotata di un bel centro visita e di una torre dalla quale si domina tutto il territorio del Parco. L’area comprende anche una bella foresta di conifere, formata in prevalenza da Pino d’Aleppo, e ampie aree allagate. Il giorno successivo ci siamo recati nella Riserva Naturale Laguna di Vasta e Salina di Panaja, posta poco a nord di Valona. È costituita da una vastissima zona umida, comprendente anche una grande salina. Immancabili i Fenicotteri (vi svernano tra i 4000 e i 6000 esemplari), ma anche i Marangoni minori, tanti limicoli (anche Avocette), l’Albanella reale, lo Spioncello e i Gabbiani rosei già con il piumaggio riproduttivo. Uno spettacolo. E poi tanti aironi, Spioncelli, Cappellacce e Ballerine bianche a volontà. I primi Svassi piccoli in abito riproduttivo. Adiacente alla zona umida il governo sta costruendo il nuovo aeroporto internazionale di Valona. Una follia. Considerando l’elevata densità di uccelli, anche di notevoli dimensioni, il rischio del bird-strike è molto elevato. Ultima tappa, il Parco Naturale Kune – Vaina- Tale, a nord di Durazzo. Anche qui un insieme di ampie zone umide in contatto con il mare. Anche qui tanti fenicotteri, anatre (anche Volpoche e Smerghi minori), visto anche un Pellicano riccio e un Falco pescatore predare un grosso pesce, per poi essere perseguitato dai Gabbiani reali che provavano a fargliela cadere. Sempre presenti i Marangoni minori e i Gabbiani rosei. L’area è adiacente ad un centro abitato in rapida espansione che minaccia di inglobare parte della riserva. Siamo stati accompagnati da due guide locali. Ervin ci ha accompagnati a visitare il Parco Nazionale Divjaka Karavasta. È un dipendente del Parco, per conto del quale si occupa di monitoraggio e di educazione ambientale. L’altra guida, Erald, ci ha accompagnato nelle restanti due riserve. Parla bene italiano ed è un giovane ornitologo molto preparato che collabora con le aree naturali protette e la Società Ornitologica Albanese. Un viaggio molto interessante, in un periodo ancora idoneo (in estate le località si impoveriscono nel numero di specie presenti), con un bel gruppo di partecipanti, ottime guide e ospitalità e simpatia da parte degli albanesi. Di seguito a check-list delle specie incontrate nel viaggio Volpoca Fischione Canapiglia Alzavola Germano reale Moriglione Smergo minore Svasso maggiore Svasso piccolo Tuffetto Cormorano Marangone minore Pellicano riccio Airone guardabuoi Garzetta Airone cenerino Airone bianco maggiore Fenicottero Falco pescatore Falco di palude Albanella reale Sparviere Poiana Gheppio Porciglione Gallinella d’acqua Folaga Avocetta Occhione Corriere piccolo Corriere grosso Piovanello tridattilo Piovanello pancianera Gambecchio comune Piro piro boschereccio Piro piro culbianco Piro piro piccolo Pettegola Pantana Pittima reale Chiurlo maggiore Combattente Gabbiano comune Gabbiano roseo Gabbiano reale Sterna comune Colombo domestico Colombaccio Tortora dal collare Civetta Allodola Cappellaccia Rondine Balestruccio Pispola Spioncello Ballerina gialla Ballerina bianca Pettirosso Codirosso spazzacamino Saltimpalo Merlo Occhiocotto Luì piccolo Cinciallegra Codibugnolo Gazza Taccola Cornacchia grigia Storno Passera europea Fringuello Verzellino Cardellino Lucherino Fanello Strillozzo
Farmland Bird Index – Aggiornamento 2024

È stato pubblicato l’aggiornamento 2024 del progetto Farmland Bird Index a cui l’ASOIM partecipa fin dall’inizio. Il progetto nasce nel 2009 proseguendo l’analogo progetto MITO2000. La Commissione europea ha individuato l’indice degli uccelli comuni degli ambienti agricoli (Farmland Bird Index) come indicatore di contesto nell’ambito della Politica Agricola Comune, al fine di monitorare l’efficacia delle azioni intraprese e la salute di tali habitat. L’indicatore risulta in declino moderato per la nostra Regione con numerose specie in declino. Sono diminuite del 75% le popolazioni di specie come il Saltimpalo, l’Averla piccola, la Passera mattugia. Specie che mostrano la stessa tendenza al declino a scala nazionale.
Censimenti ASOIM degli uccelli acquatici svernanti nel mese di gennaio 2025

L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale conduce i censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide casertane dal 2003, e dal 2006 li ha estesi alle zone umide dell’intera Campania. I censimenti di quest’anno, 2025, si sono svolti nel periodo compreso tra il 6 e il 26 gennaio e hanno coinvolto 35 partecipanti, che hanno effettuato 81 spedizioni in campo, visitando 59 località. Quest’anno si sono osservate 80 specie per un totale di 28304 individui. Uno sforzo notevole che richiede una buona capacità organizzativa e una capillare distribuzione sul territorio degli ornitologi ASOIM. Di seguito è possibile scaricare il documento della relazione finale con i dettagli di tutti i dati raccolti.
Palinuro, località Marinella, Fiume Lambro

Gli ornitologi perlustrano a piedi il territorio alla ricerca di uccelli selvatici. Ciò li porta spesso a frequentare anche località lontane da strade e molto selvagge. Ciò comporta anche che divengano insostituibili sentinelle del territorio, spesso testimoni di misfatti a danno dell’ambiente. Se le segnalazioni degli ornitologi in campo incontrano la sensibilità e la professionalità di chi è preposto a reprimere i reati ambientali si chiude un cerchio virtuoso che ha al centro la tutela della natura e della biodiversità. È quanto è successo in questi giorni a Palinuro. Due ornitologi dell’ASOIM scoprono in località Marinella, nei pressi del Fiume Lambro, in zona tutelata da direttive comunitaria e dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, una colonia di Gruccioni (Merops apiaster), uccelli coloratissimi che nidificano in gallerie scavate nella sabbia e nelle rocce friabili. Nello stesso tempo però si accorgono che un escavatore sta distruggendo la colonia dove sono i nidi. Ritornano dopo alcuni giorni e si accorgono che la colonia si è riformata (13 nidi) ma l’escavatore è nei pressi e potrebbe riprendere a lavorare. La segnalazione viene trasmessa al comando generale dei Carabinieri Forestali e il generale Ciro Lungo attiva subito i militari che operano nel Parco Nazionale. Il sopralluogo porta a scoprire che trattasi di un’area di 1000 metri nella quale vengono versati materiale provenienti da altre zone, incluso scarti da edilizia. L’area e i macchinari sono stati sottoposti a sequestro. Non solo la colonia di Gruccioni è salva, ma è stata bloccata anche un’attività ambientale illecita. Un’ottima operazione, e una bella storia di contrasto ai crimini ambientali svolta in sinergia tra cittadini impegnati in attività di ricerca e monitoraggi faunistici e militari dell’arma dei CC forestali. Come ASOIM esprimiamo il nostro ringraziamento al generale Lungo e ai militari che con prontezza e professionalità sono intervenuti.