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LETTI DA MAURIZIO

 

Iankov P. (ed.), 2007 – Atlas of Breeding Birds in Bulgaria. Bulgarian Society for the Protection of Birds, Conservation Series, Book 10, Sofia.

Volume di grande formato di 679 pagine con doppia lingua: bulgaro e inglese. Riporta l’Atlante degli uccelli nidificanti in Bulgaria con una griglia di quadranti UTM di 10 chilometri di lato.
Per ciascuna specie viene riportata la cartina distributiva, con la classica suddivisione dei pallini in grandi (nidificazione certa), medi (nidificazione probabile) e piccoli (nidificazione possibile), e la cartina della stima della densità per quadranti secondo una scala di valori basata sul logaritmo in base dieci. Il testo riporta le categorie di conservazione, lo status legale in Bulgaria, il trend della popolazione, la descrizione della distribuzione desunta dalla mappa e della stima della densità, anch’essa desunta dalla mappa, i cambiamenti avvenuti storicamente nel corso degli anni, desunti dalle precedenti ricerche condotte in Bulgaria, gli habitats frequentati e l’ampiezza altitudinale.
Nel periodo 1859 – 2005 in Bulgaria hanno nidificato 297 taxa di uccelli, di questi 286 risultano nidificanti, tra certi, probabili e possibili, nel periodo preso in esame dall’Atlante ornitologico: 1996 – 2005. 164 specie (57%) hanno un distribuzione stabile e 151 (52%) un trend stabile, 52 specie (pari al 18%) hanno avuto un incremento distributivo e 65 (il 23%) lo hanno avuto nella consistenza popolazionistica, 33 (12%) hanno mostrato un decremento sia distributivo che popolazionistico, per le altre non si riesce a evidenziare un trend.
Nel corso degli anni in cui è durata la ricerca non si è avuta conferma delle nidificazioni di Fistione turco, Grillaio e Otarda, mentre hanno iniziato a nidificare nuove specie come Mignattino alibianche e Cesena. Da segnalare l’estinzione della autoctona sottospecie nominale del Fagiano comune (Phasiaus colchicus colchicus) in seguito all’ibridazione con le sottospecie asiatiche immesse a scopo venatorio.
Un libro interessante che apre una finestra su di un paese poco conosciuto e poco frequentato ornitologicamernte da noi italiani, e che invece mostra molti spunti di interesse. Vi nidificano, ad esempio, cinque specie del genere Aquila, tra certe, probabili e possibili: pomarina, clanga, nipalensis, heliaca, chrysaetos.
Un altro atlante ornitologico di un paese europeo è andato alle stampe e ha coperto un vuoto conoscitivo, mettendo in evidenza, nel contempo, la raggiunta maturità scientifica e organizzativa dell’ornitologia bulgara. In queste occasioni ritorna sempre nella mente e sulla bocca la domanda: quando ci riusciremo anche noi italiani?
Maurizio Fraissinet
Per saperne di più: www.bspb.org

AA.VV., 2008. Campi Flegrei – atlante della biodiversità. Electa Napoli ed., Napoli
AA.VV., 2008. Campi Flegrei – quaderni del parco. Electa Napoli ed., Napoli

Sono due cofanetti editi dall’Ente Parco regionale dei Campi Flegrei, un parco regionale sito interamente in provincia di Napoli e impegnato nella tutela di un incredibile territorio vulcanico, costellato di vulcani spenti e attivi, laghi, coste frastagliate, spiagge in cui nidifica la tartaruga marina, riserve naturali dello stato, isole, parchi archeologici, coltivazioni di prodotti tipici, enormi centri urbani (rientrano nei Campi Flegrei anche interi quartieri densamente abitati della città di Napoli), aree industriali.
Una situazione territoriale che forse non ha eguali in Europa e che è da secoli oggetto di studio naturalistico per la sua vicinanza alla città di Napoli e per le sue fantastiche emergenze naturalistiche e paesaggistiche.
L’Ente Parco ha voluto quindi realizzare due eleganti cofanetti in cui studiosi di varie discipline trattassero sia la biodiversità che gli aspetti paesaggistici e gestionali del Parco. La biodiversità viene descritta nel cofanetto ad essa dedicata, gli aspetti più strettamente connessi al territorio protetto e alla sua gestione trovano spazio nel cofanetto denominato “i quaderni del parco”. In ciascun cofanetto, inoltre, sono presenti anche cartine dedicata alla biodiversità e ai sentieri del Parco.
Il cofanetto sulla biodiversità consta di 6 piccoli volumi dedicati agli uccelli diurni, i rapaci notturni, le lucciole, i pipistrelli, il paesaggio vegetale e le viti; quello sui quaderni del parco contiene 4 piccoli volumi dedicati alle tartarughe marine, le grotte costiere, i sentieri e il parco da vivere.
L’opera è davvero pregevole. Colpiscono due aspetti: l’ottima grafica editoriale e il linguaggio adottato. Quest’ultimo, in particolare, è un linguaggio estremamente piacevole per la lettura; una lettura che non stanca nonostante non venga trascurato o minimizzato alcun aspetto scientifico. E’ un linguaggio che pur mantenendosi accattivante consente al lettore, anche se questo è un naturalista esperto, di conoscere la biodiversità del parco in maniera ampia e completa.
I due volumetti dedicati agli uccelli trattano delle specie diurne (gli autori sono Danila Mastronardi ed Elio Esse) e dei rapaci notturni (l’autore è Marcello Giannotti). Gli Autori non sono stati scelti a caso dall’Ente Parco. Essi infatti hanno condotto ricerche sugli argomenti assegnati, e nei testi, infatti, oltre a trattare di temi più ampi sulla classe degli uccelli o sull’ordine degli strigiformi riportano anche i risultati delle loro ricerche.
In tal modo il lettore potrà farsi un’idea precisa della situazione avifaunistica del Parco, e nel caso degli Strigiformi troverà anche un atlante distributivo per le singole specie riscontrate nel Parco. Un atlante, si badi bene, puntiforme, con la localizzazione, cioè, delle singole coppie nidificanti rinvenute nel Parco, o nel caso di specie solo svernanti o svernanti rare anche dei singoli individui contattati in inverno.
Lo stesso linguaggio e lo stesso rigore scientifico lo si trova anche negli altri volumetti, tutti curati da studiosi napoletani da tempo impegnati con ricerche nel territorio dei Campi Flegrei.
Davvero un bel lavoro, un lavoro che si inserisce nella tradizione culturale del territorio dei Campi Flegrei che da secoli ospita studiosi di natura (dalla vulcanologia alla botanica, dalla mineralogia alla zoologia) e che pertanto vanta una ormai ricchissima bibliografia e iconografia.
I cofanetti, pubblicati con un contributo dell’Unione Europea, sono distribuiti gratuitamente dall’Ente Parco regionale dei Campi Flegrei.
Maurizio Fraissinet

Per saperne di più: parcocampiflegrei@libero.it

Pierandrea Brichetti e Giancarlo Fracasso, 2008 – Ornitologia italiana. 5 Turdidae – Cisticolidae. Alberto Perdisa editore, Bologna. Euro 40

Il quinto volume dell’opera di Pierandrea Brichetti e Giancarlo Fracasso sull’ornitologia italiana è dedicato ai turdidi, ai muscicapidi, ai regulidi e ai cistico lidi. Complessivamente vengono descritte 44 specie. I disegni sono di Silvia Gandini.
Nei turdidi sono state comprese anche quelle specie (Pettirosso, Usignolo, ecc.) che in altre classificazioni vengono ascritte alla famiglia dei Muscicapidi. I Regulidi e i Cisticolidi, invece, sono stati separati dai Silvidi. Gli Autori per la sistematica dei Passeriformi hanno preferito, infatti, seguire quella adottata da Josep Del Hoyo, Andrew Helliott e David Christie per l’opera Handbook of the BIrds of the World.
Questo volume, a mio giudizio, è il migliore di quelli finora pubblicati. Al pari della citata opera di Del Hoyo, gli Autori hanno acquisito sempre più esperienza e sempre più dati, al punto che in questo volume ci sono, per ogni specie, molte più pagine, molti più disegni e molte più foto.
Davvero interessante per chi si occupa di ornitologia nel nostro paese la trattazione delle tante specie di turdidi accidentali. Forse quella presente in questo volume è, al momento, la trattazione più ampia e completa degli accidentali di questa famiglia per il nostro paese. Per il riconoscimento delle specie e di alcune sottospecie, ma anche per ciò che riguarda sesso e classi di età, ci sono molti disegni comparativi, ben fatti e piuttosto esplicativi.
Si segnalano a tale proposito le tavole sui turdidi accidentali in volo visti da sotto a pagina 95, sulle teste e le gole dei Pettazzurri a pagina 152, sul genere Oenanthe a pagina 313, sulle variazioni fenotipiche “nere” , “intermedie” e “grigie/brune” della Balia nera a pagina 325.
Compaiono in questo volume anche diverse foto di ali di animali inanellati in cui sono illustrate le caratteristiche del piumaggio per la determinazione dell’età.
Le mappe distributive relative all’areale riproduttivo italiano, rispetto ai volumi precedenti, risultano più precise riportando anche dati aggiornati.
Un libro che gli ornitologi devono assolutamente avere nella propria biblioteca.
Con la pubblicazione del quinto volume l’opera ha superato la metà del cammino. Al completo sarà formata da 8 tomi.

Maurizio Fraissinet

Mauro Bon, Lucio Bonato e Francesco Scarton (a cura di), 2007 – Atti 5° Convegno Faunisti Veneti. Legnano 12 – 13 . Euro 10

Vale la pena ricordare che l’Associazione Faunisti Veneti nasce nel 1994 e promuove, nell’ambito del Veneto, le ricerche sui Vertebrati con particolare riferimento agli aspetti faunistici. Il loro primo convegno si tenne nel 1993 quando non erano ancora costituiti in Associazione e da allora hanno proseguito con una costanza e un’applicazione encomiabili arrivando, nel 2007, al loro 5° Convegno e puntuali ne pubblicano dopo un brevissimo lasso di tempo il volume degli Atti. Un volume di 364 pagine diviso in una sessione tematica dedicata alle Ricerche faunistiche nelle aree della rete Natura 2000”, con 5 interessanti relazioni relative sia a metodi di indagine che a risultati conseguiti, e in una sessione generale sui Vertebrati dedicata a Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi.
Gli Uccelli la fanno da padrone con la maggioranza di relazioni, non mancano però interessanti contributi relativi agli altri taxa, come, ad esempio, la Lista Rossa dei Pesci di acqua dolce del Veneto, uno studio su di una popolazione di Pelobate fosco, diversi lavori sulla chirotterofauna, sul rinvenimento dell’Istrice in Veneto, sull’espansione dello Scoiattolo nella pianura veneta.
Per quanto attiene l’ornitologia i lavori sono davvero tanti e spaziano su tante specie e tante problematiche. Molto spazio all’avifauna delle zone umide, ai rapaci, alle avifaune delle aree naturali protette, ma anche lavori sull’inanellamento, sulle averle, sui rapaci notturni, sull’avifauna urbana del Parco di San Giuliano a Mestre, sul Rampichino.
La pubblicazione degli atti dei Convegni dei Faunisti Veneti è sempre un momento importante per chi si interessa di fauna selvatica nel nostro paese e anche questo volume, come gli altri, non tradisce le attese.

Maurizio Fraissinet

Per info: www.faunistiveneti.it

Ceccolini G. e Cenerini A., 2007 – L’avifauna del Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albenga. Comunità Montana Amiata Grossetano ed.

Libricino di 87 pagine molto bene illustrato realizzato nell’ambito di un progetto Life “Tutela degli habitat e dei rapaci del Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albenga”.
Dopo alcune pagine introduttive sulla classe degli Uccelli, il libro intraprende una sorta di viaggio negli habitat che caratterizzano il Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albenga, riportando le varie specie di uccelli che li popolano, e soffermandosi in particolare sui rapaci diurni e notturni, dedicando a ciascuna specie una scheda informativa.
Nei capitoli finali, invece, vengono presentati i risultati conseguiti con i progetti sul Capovaccaio e sul Nibbio reale, progetti realizzati con i finanziamenti comunitari sul territorio, che peraltro ospita un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), una Zona di Protezione Speciale (ZPS) e tre riserve naturali provinciali.
Molto belle anche le tavole che illustrano dal punto di vista ornitologico i singoli habitats.

Maurizio Fraissinet

Per info: a.coppi@cm-amiata.gr.it

Roberto Parodi, 2008 – Avifauna del Comune di Udine. Pubblicazione n.51 delle Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale e Comune di Udine ed. Pagine 320

Da diversi anni il Museo Friulano di Storia Naturale ha avviato una serie di iniziative destinate ad approfondire le conoscenze naturalistiche del territorio comunale di Udine.
Roberto Parodi, noto ornitologo friulano, ha coordinato una ricerca iniziata nel 2001 e finalizzata a fornire un quadro completo di conoscenze sull’avifauna presente nel territorio comunale di Udine, collocato, come è noto, nella pianura friulana.
La ricerca è iniziata con uno studio preliminare in cui sono stati raccolti ed esaminati tutti i dati pregressi disponibili ed è stato stilato un primo elenco delle specie segnalate. I rilievi di campagna, che hanno coinvolto una trentina circa di osservatori, si sono svolti dal 2002 al 2005 in tutti i periodi dell’anno, con particolare riferimento alla stagione riproduttiva e alle specie nidificanti per le quali è stato elaborato un vero e proprio atlante.
I risultati sono stati pubblicati in un bellissimo volume di 320 pagine, dal titolo “Avifauna del Comune di Udine”, curato dallo stesso Parodi ed edito da Museo Friulano di Storia Naturale e dal Comune di Udine.
Il libro comprende una ricca rassegna fotografica con più di 300 immagini che riproducono buona parte delle specie trattate (150) e alcuni esempi di tipologie ambientali presenti nel territorio indagato, diverse cartine e un paio di tavole di disegni originali.
Dopo una parte introduttiva che contiene una descrizione sintetica del territorio indagato, in cui sono riportati alcuni dati statistici e una descrizione delle metodologie seguite nell’indagine avifaunistica, vengono trattate in ordine sistematico tutte le specie segnalate in ambito comunale (complessivamente 217). Per ogni specie considerata vengono fornite informazioni sulla presenza, distribuzione e ambienti frequentati nel territorio comunale con riferimento alla situazione a livello regionale. Sono inoltre riportati dati relativi ai movimenti migratori con indicazioni su eventuali riprese di uccelli inanellati, su reperti conservati in collezioni, ecc. Quando disponibili, vengono fornite anche notizie relative al passato. Per le specie nidificanti viene inoltre riportata la cartina distributiva, i dati riguardanti la biologia riproduttiva e una stima della popolazione. Sono inoltre riportati degli approfondimenti riguardanti temi particolari, alcune indicazioni sulla gestione faunistica, il mantenimento della biodiversità, la check-list sintetica di tutte le specie segnalate. In appendice, vengono fornite indicazioni sull’attività di inanellamento a scopo scientifico a livello locale, sugli ambienti migliori per osservare gli uccelli in ambito comunale e spunti di attività didattica rivolta alle scuole.
Pur non potendo prescindere da una trattazione rigorosamente scientifica e dall’uso di determinati termini tecnici, gli Autori hanno cercato il più possibile di adoperare un linguaggio semplice e di facile lettura, e mediante l’impiego di un’ampia iconografia, di produrre non solo un manuale destinato agli addetti ai lavori ma un libro che possa incrementare la cultura naturalistica locale, che sia uno strumento di educazione ambientale ad uso degli insegnanti, degli studenti e di tutti gli appassionati di natura.
Ne è scaturita un’opera ampia, dettagliata e completa sull’avifauna del Comune di Udine. In essa infatti trovano spazio la descrizione geografica, naturalistica e storica della città friulana, una check-list commentata delle 217 specie osservate nel territorio comunale nel corso degli anni. Dati sulle attività di inanellamento condotte sul territorio comunale, ma anche indicazioni per il bird-watching urbano, la gestione delle aree di interesse naturalistico della città e spunti per l’educazione ambientale.
La parte centrale del volume è occupata dall’Atlante ornitologico delle specie nidificanti a Udine. Esso rappresenta il 47° Atlante ornitologico urbano italiano tra ricerche pubblicate, in corso e ultimate ma non pubblicate. Sono 70 le specie nidificanti trattate, tra certe, probabili e possibili. Molti i motivi di interesse, sebbene l’indagine sia estesa all’intero territorio comunale, e non solo quindi all’area urbana. Da segnalare la nidificazione, anche se localizzata, dell’Occhione, e la nidificazione del Gruccione lungo le sponde naturali del Torrente Torre dove è stata probabilmente localizzata la più grande colonia attualmente nota in Friuli Venezia Giulia. Le 5 specie più diffuse tra quelle che si riproducono sono risultate essere la Cornacchia, la Capinera, il Merlo, la Cinciallegra e la Gazza. Significativa anche la nidificazione di ben 6 specie di rapaci diurni: Falco pecchiaiolo, Nibbio bruno, Sparviere (5 – 10 coppie), Poiana, Gheppio e Lodolaio. Il rapporto Non Passeriformi / Passeriformi è elevato raggiungendo il valore di 0,70, a dimostrazione della discreta eterogeneità ambientale del territorio.
Davvero un bel lavoro sia sotto il profilo della qualità editoriale (il libro è molto ben fatto e ricco iconograficamente) che dei contenuti. Un altro ottimo lavoro sull’avifauna urbana che porta ancora più alto il prestigio internazionale del nostro paese in questo specifico settore della ricerca ornitologica. Nessun paese al mondo infatti può vantare un così elevato numero di atlanti ornitologici urbani e, ce lo si lasci dire, anche di ottima qualità.
Maurizio Fraissinet

Il volume è in vendita al prezzo contenuto di € 20 ed è reperibile solamente presso la sede del Museo Friulano di Storia Naturale in Via Marangoni 39-41, 33100 Udine. Può essere ordinato, con l’aggiunta delle spese di spedizione, anche per posta ordinaria o tramite posta elettronica all’indirizzo mfsn@comune.udine.it. Per informazioni contattare la segreteria al numero telefonico 0432 584711.

 

Filippo Bellini, Nicola Cillo, Vittorio Giacoia & Marco Gustin (eds), 2008 – L’avifauna di interesse comunitario delle gravine ioniche. Risultati di ricerche e monitoraggi effettuati nella ZPS e SIC “Area delle Gravine” dal 2004 al 2007. Oasi LIPU Gravina di Laterza ed., Laterza (TA).

E’ questo un libro che mi ha molto impressionato e che ho trovato di grande interesse scientifico e conservazionistico, al punto che mi sento davvero di consigliarlo a tutti.
Rappresenta, infatti, un ottimo esempio di approccio ornitologico a un territorio che si vuole, e si deve, conservare integro dal punto di vista naturalistico.
Il volume riporta i risultati delle ricerche e dei monitoraggi effettuati nella ZPS e SIC “Area delle Gravine” dal 2004 al 2007, nell’ambito di un Progetto POR della Regione Puglia.
Il lato ionico della Puglia ospita una sorta di arco naturale formato da varie gravine ubicate nei comuni di Ginosa, Laterza (dove si trova anche l’Oasi LIPU), Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Mottola, Massacra, Crispano e Statte. In questo territorio, esteso per oltre 26.000 ettari, ricadono 26 siti di straordinario interesse naturalistico inseriti in una matrice di territorio selvaggio in cui è presente un biotopo particolare per il nostro paese: la pseudosteppa xerica.
Il libro si apre con un lavoro di Tony Sigismondi che fa il punto sulla stato di conservazione dei rapaci in Puglia, un testo di Vittorio Giacoia, Filippo Bellini e Marco Gustin di inquadramento generale del Progetto, e la descrizione della ZPS – SIC “Area delle Gravine” a cura sempre di Vittorio Giacoia, Filippo Bellini e Marco Gustin.
A questi seguono una serie di lavori su singole specie di enorme interesse scientifico e metodologico: Capovaccaio (di Vittorio Giacoia e Filippo Bellini), la tecnica dell’Hacking adottata per i Capovaccai nelle Gravine in quattro anni di attività (di Guido Ceccolini e Anna Cenerini), Grillaio (di Michele Bux), Nibbio bruno e Nibbio reale (entrambi di Maurizio Marrese), Lanario (di Marisa Laterza e Nicola Cillo), Biancone (di Marisa Laterza e Nicola Cillo), rapaci notturni (di Michele Bux), Gufo reale (di Serena Scorrano), alaudidi (di Alberto Sorace , Marco Gustin e Francesca Zintu), Occhione (di Alberto Sorace e Filippo Bellini). Non manca anche un articolo sulla comunità ornitica rilevata con il metodo dei punti di ascolto.
Ciascun testo riporta i risultati di una ricerca specifica con la descrizione della metodologia adottata, dei risultati e delle conclusioni.
Davvero un lavoro di grande interesse scientifico che ci fa conoscere un territorio e una tipologia di habitats poco conosciuti prima di questo lavoro, e che approfondisce lo status di alcune specie di grande valore naturalistico e conservazionistico apportando un grosso contributo alla loro conoscenza in ambito nazionale e mediterraneo.
Complimenti ai colleghi pugliesi, ma non solo, che lo hanno realizzato.

Maurizio Fraissinet

Per info: andare nel sito web della LIPU e scrivere all’associazione per avere l’indirizzo dell’Oasi Gravina di Laterza, oppure visitare il sito del Comune di Laterza www.comune.laterza.ta.it

Joseph Del Hoyo, Andrew Elliott & David Christie, 2008 – Handbook of the Birds of the World. Volume 13. Penduline – tits to Shrikes. BirdLife International & Lynx Edicions, Barcellona


Nell’autunno 2008, puntuale, è uscito il tredicesimo volume dell’opera “Handbook of the Birds of the World” della Lynx di Barcellona.
Il volume di 879 pagine continua l’illustrazione delle famiglie di Passeriformi, illustrazione iniziata con l’ottavo volume, a dimostrazione di quanto curi i particolari e di quanto sia completa l’opera.
Nel tredicesimo volume trovano spazio diverse famiglie che interessano la regione paleartica: Remizidae (13 specie e 45 taxa), Aegithalidae (13 specie e 48 taxa), Sittidae (27 specie e 92 taxa), Tichodromidae (1 specie e 2 taxa), Certhiidae (10 specie, 48 taxa), Oriolidae (30 specie e 92 taxa) e Laniidae (31 specie e 99 taxa). Sono famiglie che non contano un numero elevato di specie; questo consente di realizzare tavole a colori in cui rientrano quasi tutte le specie (con alcune sottospecie) in un’unica tavola, al massimo due, con un effetto visivo e didattico notevole perché è possibile rendersi conto delle differenze tra le varie specie, a volte sfumature, con un solo colpo d’occhio.
A queste famiglia se ne associano altre di altre regioni biogeografiche: Rhabdornithidae, con 3 specie e 7 taxa localizzati nell’arcipelago delle Filippine, Melanocharitidae, con 10 specie e 32 taxa localizzati nella Nuova Guinea, Paramythiidae, con 2 specie e 5 taxa localizzati nella Nuova Guinea, Dicaeidae, con 44 specie e 147 taxa localizzati nelle regioni biogeografiche orientale e australasiana, nonché in alcune isole del Pacifico sud-occidentale, Pardalotidae, con 4 specie e 12 taxa localizzati in Australia, Zosteropidae, con 98 specie e 250 taxa localizzati nell’Africa sud-sahariana e australe, nel subcontinente indiano, nell’Indocina, in Australia e lungo le coste asiatiche del Pacifico, Giappone incluso, Promeropidae, con 2 specie e 3 taxa localizzati in Sud-Africa e Mozambico.
A queste si aggiungono poi due grosse famiglie di grande interesse sistematico, ma anche di grande bellezza cromatica: Meliphagidae, con 175 specie e 375 taxa localizzati in australasia, Oceania, e alcuni lembi della regione orientale, e Nectarinidae, con 132 specie e 396 taxa localizzati in Afrca, penisola arabica, Asia meridionale, Indocina e Australia.
Sono queste due famiglie a rappresentare, a mio giudizio, il piatto forte del libro. Esse sono alcune delle famiglie di passeriformi con la maggiore diversità e con uno dei migliori esempi di radiazione adattativa. Il volume è quindi l’occasione per poterle ammirare nello splendore delle foto e delle tavole a colori, ma anche nella fantastica diversità di forme e di colori che le caratterizzano.
La trattazione che fa da prologo a questo volume è dedicata alla migrazione degli uccelli (hai detto niente!) ed è trattata da Ian Newton. In essa spiccano, per interesse scientifico e per immediatezza informativa, alcuni grafici che riescono a rendere bene alcuni aspetti relativi a migrazione e clima, migrazione e orientamento, migrazione e fabbisogno energetico, ecc.
Insomma, ancor una volta un bel libro di ornitologia che ci lascia in attesa del prossimo volume.

Maurizio Fraissinet

Per saperne di più: visitare il sito www.hbw.com


Pietro Giovacchini e Paolo Stefanini, 2008 – La protezione della natura in Toscana. Siti di importanza regionale e fauna vertebrata nella provincia di Grosseto. Quaderni delle aree protette. Regione Toscana, Provincia di Grosseto U.O.C. Aree protette e Biodiversità. 287 pp.

Non c’è niente da fare, quando ad amministrare i beni naturali in un ufficio della Pubblica Amministrazione ci sono persone competenti e sensibili, in sintonia con dirigenti altrettanto competenti e sensibili, i risultati si vedono, e come. E’ quello che traspare leggendo il ricco e articolato libro di Giovacchini e Stefanini.
Il volume è articolato in diverse sessioni, tutte di estremo interesse per chi voglia approfondire la natura di questa parte d’Italia così bella e interessante.
L’Introduzione affronta in maniera chiara i temi della fauna selvatica e degli ambienti naturali, le strategie di conservazione della fauna, le direttive comunitarie, il progetto bioitaly e la rete natura 2000, la legge regionale toscana del 2000 e la rete ecologica regionale, le liste rosse e i piani di azione quali strumenti per la conservazione, cenni sullo stato numerico della fauna vertebrata in Italia, la situazione della fauna in Provincia di Grosseto.
La sessione dedicata alle varie arre protette della Provincia si articola in schede con mappe, tabelle, foto e testi per ciascun sito, e tra questi, vale la pena ricordarlo, ci sono la laguna di Orbetello, il padule della Diaccia Botrona, il Parco dell’Uccellina, il Monte Argentario, il Lago di Burano, ecc.). La sessione si chiude con la presentazione di alcuni siti proposti come nuovi siti di importanza regionale.
La sessione sulla fauna vertebrata si articola in monografie dedicate alle specie dei vertebrati di interesse conservazionistico. A ciascuna specie è dedicata una scheda con foto, mappe di localizzazione, tabelle e testi.
Il volume si conclude con una ricca bibliografia, il testo della legge regionale toscana n. 56 del 6 aprile 2000, recante norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, e una serie di appendici dedicate alla lista degli habitat naturali e seminaturali della Provincia di Grosseto, le liste delle specie animali e vegetali di interesse naturalistico e conservazionistico e di quelle protette.
Un libro che porta il lettore su temi che vanno anche oltre il contesto geografico della Provincia di Grosseto.

Maurizio Fraissinet

Per saperne di più: p.stefanini@provincia.grosseto.it

Giovanni Mastrobuoni, 2005 – I Chiroterri. Quaderno didattico. Corpo forestale dello Stato, Ufficio territoriale per la biodiversità di Sabaudia ed Ente Parco nazionale del Cilento ed., pp.136.

Un bel libro sui chirotteri. Una sorta di vademecum su questo affascinante raggruppamento zoologico che, anno dopo anno, recluta sempre più appassionati nel nostro paese.
Un libro completo che, sena sacrificare la serietà del dato scientifico, illustra in maniera divulgativa tutto quello che si dovrebbe sapere su questi animali, compreso vari modelli d bat box e modalità di applicazione. A tale proposito suscita un certo interesse il disegno, a pagina 84, di un “pipistrellaio” una struttura in legno realizzata nel 1931 in località Colonia Elena, a San Felice Circeo, avente la funzione di favorire la presenza dei chirotteri utili nella lotta alle zanzare ed alla malaria.
Il libro, illustrato da Titti De Ruosi e Alessandra Noal, ha prevalentemente una funzione didattica, e va detto che lo scopo è stato perfettamente centrato per la chiarezza dei contenuti, la completezza degli argomenti trattati e l’ottima iconografia (disegni e foto) che completano i testi.
Il libro descrive anche le varie specie presenti nel nostro paese e tratta anche delle specie presenti nel Parco nazionale del Circeo contribuendo in tal modo a fornire un ulteriore tassello per la conoscenza della chirotterofauna del nostro paese.

Maurizio Fraissinet

Mauro Bon, Lucio Bonato e Francesco Scarton (a cura di), 2007 – Atti 5° Convegno Faunisti Veneti. Legnano 12 – 13 . Euro 10

Vale la pena ricordare che l’Associazione Faunisti Veneti nasce nel 1994 e promuove, nell’ambito del Veneto, le ricerche sui Vertebrati con particolare riferimento agli aspetti faunistici. Il loro primo convegno si tenne nel 1993 quando non erano ancora costituiti in Associazione e da allora hanno proseguito con una costanza e un’applicazione encomiabili arrivando, nel 2007, al loro 5° Convegno e puntuali ne pubblicano dopo un brevissimo lasso di tempo il volume degli Atti. Un volume di 364 pagine diviso in una sessione tematica dedicata alle Ricerche faunistiche nelle aree della rete Natura 2000”, con 5 interessanti relazioni relative sia a metodi di indagine che a risultati conseguiti, e in una sessione generale sui Vertebrati dedicata a Pesci, Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi.
Gli Uccelli la fanno da padrone con la maggioranza di relazioni, non mancano però interessanti contributi relativi agli altri taxa, come, ad esempio, la Lista Rossa dei Pesci di acqua dolce del Veneto, uno studio su di una popolazione di Pelobate fosco, diversi lavori sulla chirotterofauna, sul rinvenimento dell’Istrice in Veneto, sull’espansione dello Scoiattolo nella pianura veneta.
Per quanto attiene l’ornitologia i lavori sono davvero tanti e spaziano su tante specie e tante problematiche. Molto spazio all’avifauna delle zone umide, ai rapaci, alle avifaune delle aree naturali protette, ma anche lavori sull’inanellamento, sulle averle, sui rapaci notturni, sull’avifauna urbana del Parco di San Giuliano a Mestre, sul Rampichino.
La pubblicazione degli atti dei Convegni dei Faunisti Veneti è sempre un momento importante per chi si interessa di fauna selvatica nel nostro paese e anche questo volume, come gli altri, non tradisce le attese.

Maurizio Fraissinet

Per info: www.faunistiveneti.it

Filomena Carpino e Silvia Capasso, 2008 – I vertebrati terrestri del Parco regionale del Partenio. Ente Parco regionale del Partenio ed Edizioni scientifiche ed., Napoli. Pp.: 143.

Realizzato con i fondi comunitari del programma 2000 – 2007 per le regioni obiettivo 1 il libro sui vertebrati terrestri del Parco regionale del Partenio si presenta particolarmente bello a vedersi, per la buona grafica e le pregevoli foto, ma soprattutto si dimostra, alla lettura, ricco di dati di grande interesse scientifico.
Il Parco del Partenio si colloca nel cuore della Campania, a cavallo tra le province di Napoli, Avellino, Caserta e Benevento, e tutela la catena appenninica del Partenio, celebre presso i campani anche perché ospita uno dei santuari più frequentati dal turismo regionale: il santuario di Montevergine.
Quello del Partenio è un Parco in gran parte ricoperto da foreste con pochi spazi aperti caratterizzati dalle radure carsiche poste in quota, i coltivi, per lo più noccioleti, frutteti, oliveti e vigneti, sono presenti alle quote più basse.
Filomena Caprino e Silvia Capasso sono due giovani zoologhe che hanno esplorato palmo a palmo l’intero territorio del Parco per due anni consecutivi nell’ambito di un progetto comunitario finalizzato alla costituzione di un laboratorio per la biodiversità del Parco.
Supportate da un approccio metodologico ben impostato, hanno portato a termine una ricerca davvero ampia e completa acquisendo un mare di informazioni che permettono oggi di conoscere abbastanza bene la fauna vertebrata terrestre del Parco. Un Parco che era stato studiato in precedenza (più di venti anni fa!) ma con un approccio, per forza di cose, necessariamente meno approfondito.
Il libro descrive dettagliatamente ciascuna delle 6 specie di anfibi, delle 10 specie di rettili, delle 92 specie di uccelli, di cui 74 nidificanti, e delle 45 specie di mammiferi, riportando per alcune di queste anche una dettagliata cartina distributiva.
Il libro, peraltro ricco di belle foto, ospita anche una serie di carte tematiche sulla biodiversità del Parco.
Davvero un bell’esempio di analisi faunistica di un territorio, il cui successo si sta registrando con il continuo esaurirsi degli stock di volume che il Parco porta alle presentazioni. Per fortuna ne sono state stampate 1000 copie, anche se non si sa quanto resisteranno.

Maurizio Fraissinet

Per saperne di più: navigare nel sito web del Parco regionale del Partenio e inviare una email all’Ente Parco chiedendo l’invio di una copia.

Emiliano Verza, 2008. Quaderno faunistico della Provincia di Rovigo. Guida agli ambienti e alla fauna della Provincia. Amministrazione provinciale di Rovigo.

Il nome dell’Autore non compare sulla copertina, ma a pagina 2 si legge che Emiliano Verza ha curato i testi, i dati e l’elaborazione degli stessi, ci sentiamo quindi di attribuirgli il volume. Un volume molto gradevole dal punto di vista grafico – editoriale, e a questo punto ci sembra doveroso nominare anche i curatori grafici: la società Jiki.
Per certi versi è anche originale nella presentazione.
E’ una sorta di viaggio nella ambienti naturali e negli animali della Provincia di Rovigo, e, di conseguenza, nella parte veneta del Delta del Po. Gli ambienti naturali rappresentano i capitoli del libro. Ciascun ambiente viene introdotto da una bella poesia, e da una bella foto. Si passa poi a descriverne gli aspetti ambientali, faunistici e i problemi connessi alla gestione. Per ciascun ambiente c’è poi un approfondimento relativo a un gruppo animale o un fenomeno faunistico. Ad esempio, per i fiumi si tratta il tema delle garzaie, per le valli gli anatidi, e così via. Alcune schede su specie di vertebrati significativi per quell’ambiente e per la Provincia di Rovigo chiudono il capitolo.
Nella parte finale del libro ci sono le check-list dei vertebrati, un glossario e la bibliografia. Dei dépliants su alcuni itinerari naturalistici consigliati, allegati nel risvolto della quarta di copertina, completano il tutto.
Il libro si lascia leggere anche da chi non è della Provincia di Rovigo e tanto meno veneto, perché è scritto bene, ha delle belle foto, e trasmette, in maniera direi quasi palpabile, l’amore che l’Autore ha per la sua terra, per gli animali che da anni gli fanno compagnia nelle passeggiate sugli argini delle valli o nei sentieri tra le dune fossili.
Lo si può richiedere all’Amministrazione provinciale di Rovigo.

Maurizio Fraissinet

 

Emiliano Arcamone, Paolo Dall’Antonia e Luca Puglisi, 2007. Lo svernamento degli uccelli acquatici in Toscana. 1984 – 2006. Regione Toscana ed.

In Toscana il monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti viene effettuato con regolarità, e senza soluzioni di continuità, dal 1984. Si dispone per questa regione, quindi, di una straordinaria mole di dati, dati estremamente preziosi perché raccolti con grande rigore scientifico, con continuità, in zone umide tra le più ricche e interessanti di specie svernanti del nostro paese, e, il che non guasta, con grande passione e divertimento.
Un lavoro non a caso quindi molto atteso da tutti gli appassionati. Il libro, 239 pagine e molte belle foto, presenta la storia del censimento mondiale degli uccelli acquatici, storia nella quale si apprende che la Toscana è stata all’avanguardia in Europa in questa attività, le zone umide toscane in cui si è operato (Diaccia Botrona, Orbetello, Bolgheri, Foce dell’Ombrone…..scusate se è poco!), i metodi utilizzati sia per il rilevamento sul campo che per l’elaborazione degli indici e dei grafici, le singole specie svernanti regolari e irregolari, nonché alcune considerazioni conclusive.
Interessante il popolamento svernante di Oche selvatiche che nel quinquennio 2001 – 2006 ha fatto registrare una media di 2416 individui, il che fa della maremma grossetana il principale sito di svernamento in Italia e una zona umida di importanza internazionale.
Le specie svernanti più numerose e frequenti in Toscana sono l’Alzavola, con una media di 13740 individui, la Folaga, con una media di 10786 individui, il Gabbiano reale, con una media di 10054 individui, la Pavoncella, con una media di 9228 individui, il Gabbiano comune, con una media di 8809 individui.
Nel corso dell’indagine, che lo ricordiamo è compresa nel periodo 1984 – 2006, sono state censite 113 specie, e per ciascuna di esse viene presentata una scheda che illustra la distribuzione e la consistenza delle singole specie in Toscana, consistenza espressa sotto forma di media nel periodo 1984 – 2006, ma anche nel quinquennio 2001 – 2006. Viene riportata anche la percentuale di presenza della specie nel totale delle zone umide.
Un libro, in conclusione, utile e di riferimento per chi opera nel settore del censimento degli uccelli acquatici in Italia.

Maurizio Fraissinet

Carmine Esposito, 2007 – Il Lupo. Franco Muzzio editore. Pagine 126. Euro 12.

Negli anni ’80 chi voleva leggere un bel libro su di un animale selvatico doveva necessariamente acquistare un’opera di un autore inglese, o direttamente in lingua o attendere che qualche editore italiano trovasse conveniente acquistarne i diritti e tradurlo.
Da qualche anno, per fortuna, non è più così. Comincia a evolvere una letteratura zoologica italiana degna di attenzione e considerazione.
Ad essa si iscrive a pieno titolo il libro di Carmine Esposito interamente dedicato al Lupo.
L’Autore, che vive sui Monti Lepini nel Lazio, ha realizzato un libro in cui si fondono numerose informazioni scientifiche, peraltro molto aggiornate e rigorose, con una evidente passione nei confronti della specie e un “vissuto” legato ad essa di tutto rispetto. Si intuisce, infatti, leggendo le pagine del volume, che molte delle cose scritte sono state realmente vissute e affrontate in prima persona dall’Autore nella sua ventennale esperienza di studio del Lupo sul campo.
Diverse decine di belle foto a colori completano l’opera fornendo un’ulteriore quadro conoscitivo di questa specie animale così affascinante e legata all’uomo nel bene e nel male.
Una presentazione di Luigi Boitani impreziosisce ulteriormente il lavoro.
Tornando alla riflessione sulla letteratura inglese e la nascente letteratura italiana di genere va detto che questo libro non fa rimpiangere minimamente la prima, anzi traspare un modo di scrivere sulla natura selvatica altrettanto interessante e accattivante. Insomma un bel libro che si legge con piacere e interesse e una speranza: che continui a crescere in qualità e quantità la letteratura naturalistica nel nostro paese.

Maurizio Fraissinet

A cura di LIPU Campania, CFS, Comando regionale della Campania e Assessorato regionale al Governo del Territorio, 2008. Gli alberi secolari in Campania. Regione Campania ed., Napoli

Un bel libro, ricco di immagini e di dati tecnici, frutto di una bella collaborazione tra LIPU campana, Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato e Assessorato regionale al Governo del Territorio, retto dall’Assessore Gabriella Cundari, che, pubblicato nel febbraio del 2008, è già quasi esaurito, al punto da richiedere una immediata ristampa.
Il volume ospita alcuni capitoli introduttivi relativi alla funzione ecologica degli alberi, soprattutto nel contesto urbano, al ruolo paesaggistico – monumentale, ma anche storico ed emozionale dei grandi alberi, e poi si organizza in una serie di schede tecniche che presentano ciascuno dei tanti (decine e decine) alberi censiti in ciascuna provincia. Per ogni albero c’è la foto, la localizzazione, anche con GPS, le dimensioni, le note storiche e arboree.
Sono stati tanti i rilevatori sul campo, e spesso ad essi si sono affiancati anche funzionari comunali, esponenti delle Pro Loco o delle sezioni locali di LIPU e WWF.
Il risultato è un libro molto bello, che si legge con piacere e che mette addosso la voglia di andare a vedere di persona l’albero segnalato.
Evidenzierei anche un altro aspetto positivo. Il lavoro congiunto di un’associazione ambientalista, del Corpo Forestale dello Stato e di un assessorato regionale. Un esempio di sinergia per la natura che non si vede tutti i giorni nel nostro paese.
Maurizio Fraissinet

Nicola Adamo, Maria Luisa Imperatrice, Pietro Mainolfi, Giuseppe Onorati e Ferdinando Scala, 2007 – Acqua. Il monitoraggio in Campania. 2002 – 2006. ARPAC, Napoli

Corrado Battisti, Valentina Della Bella e Anna Guidi (a cura di), 2007 – Materiali per la conservazione delle aree umide residuali del litorale romano. Provincia di Roma, assessorato alle politiche dell’agricoltura e dell’ambiente, Roma

Non deve sembrare strana la recensione di due libri sull’acqua da parte di un ornitologo. Gli ecosistemi acquatici, dai fiumi alle lagune retrodunali, dai laghi di montagna ai bacini artificiali, sono tra i luoghi prescelti dagli ornitologi per l’osservazione degli uccelli. Sanno bene, infatti, che sono questi gli ecosistemi più ricchi di specie.
Risultano quindi particolarmente utili e interessanti questi due volumi realizzati dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Campania (ARPAC), e dall’Assessorato alle politiche dell’agricoltura e dell’ambiente della Provincia di Roma.
Sono due libri diversi che hanno in comune, però, il tema dell’acqua e del monitoraggio.
Il libro dell’ARPAC è il monitoraggio, peraltro realizzato con il contributo finanziario dell’Unione Europea, delle varie forme con cui si presenta l’acqua nella Regione: acque superficiali, con anche le caratteristiche della rete idrografica campana, acque sotterranee, con anche l’inquadramento geologico e geomorfologico, acque marino – costiere, con anche la descrizione del territorio della costa campana, acque di transizione, con riferimenti alle lagune costiere.
Il lavoro risulta particolarmente utile per chi vuole approfondire gli aspetti idrici del territorio campano perché si ritrova ad avere l’elenco completo e dettagliato delle varie forme con cui si presenta l’acqua nella Regione, con analisi di varia natura (biologica, chimica, ecc.) ma anche geografica (quote, sorgenti, superfici, carte, ecc.) Il quadro che ne emerge è quello di una qualità delle acque in parte migliorata per i tanti interventi operati, ma che necessita, oltre che di un continuo monitoraggio, di ulteriori interventi, soprattutto di tipo gestionale per prevenire o controllare fenomeni di eutrofizzazione stagionale, o di stress derivanti da situazioni di tipo locale risolvibili con interventi mirati.
Il libro della Provincia di Roma, invece, è una raccolta di contributi, scritti da specialisti, sui diversi aspetti della biologia delle aree umide residuali del litorale romano: le comunità diatomiche, la fitosociologia delle comunità vegetali, le specie floristiche rare, la vegetazione, i macroinvertebrati, l’erpetofauna, le comunità ornitiche nidificanti, nonché gli aspetti cartografici, l’analisi dei disturbi di origine antropica, il sistema, il ruolo e l’attività delle agenzie ambientali e l’inventario delle zone umide.
Due iniziative editoriali, uscite nello stesso anno, che forniscono un notevole contributo alla conoscenza del bene “acqua”.
Il libro dell’ARPAC può essere richiesto all’Agenzia Regionale Protezione Ambiente della Campania, via Vicinale S. Maria del Pianto, Centro Polifunzionale, Torre 1, 80143 Napoli. info@arpacampania.it, www.arpacampania.it
Per il libro della Provincia di Roma scrivere al Dipartimento V, Servizio 1° Ambiente, Provincia di Roma, Via Tiburtina 691, 00159 Roma.

Maurizio Fraissinet

 

Gianluca Nardi e Vincenzo Vomero (a cura di), 2007 – Artropodi del Parco Nazionale del Vesuvio. Ricerche preliminari. MiPAAF – Corpo Forestale dello Stato. Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale. “Bosco della Fontana” di Verona. 492 pagine. Euro 13

Era la primavera del 2000 quando, in qualità di Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, accompagnai un gruppo di esperti di fauna invertebrata in giro per il Parco con un fuoristrada. Lo scopo era quello di fargli conoscere le aree di maggiore interesse naturalistico. Essi erano componenti della squadra tecnica che aveva vinto il bando di gara per la stesura del piano del Parco Nazionale del Vesuvio. Ricordo che provavo dentro di me una certa emozione. Sulla fauna invertebrata del Parco non si conosceva nulla o quasi, e se si voleva andare a fondo nella bibliografia per trovare dei precedenti in alcuni casi si doveva addirittura arrivare al Costa, un noto studioso del periodo borbonico.
A distanza di 7 anni esce un corposo volume che riporta gli studi effettuati sul materiale raccolto nei trappolaggi eseguiti tra il maggio e il dicembre 2000.
Vengono trattate 1229 specie, un numero che a giudizio dei curatori è però destinato a salire e di molto considerando che il metodo e il tempo utilizzati hanno permesso di ottenere informazioni comunque limitate. Questo ovviamente non svilisce l’opera, scritta da diversi esperti italiani e non a cui è stato chiesto di collaborare (sono 21 i contributi specialistici, più 54 “Short notes”). Per molte specie la trattazione è ampia e l’analisi molto approfondita. Sono emerse anche 3 specie nuove per la scienza, 2 entità nuove per la fauna italiana, 5 specie nuove per l’Italia continentale, 25 specie nuove per l’Italia meridionale, 44 specie nuove per la Campania.
Un lavoro che rappresenta un punto di arrivo di una lunga ricerca, ma senza dubbio anche il punto di partenza per continuare e sviluppare ulteriormente le ricerche sulla fauna artropoda del complesso vulcanico del Somma – Vesuvio e dei parchi più in generale.

Maurizio Fraissinet

Per saperne di più:
Ministero dello Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Corpo Forestale dello Stato. Ufficio territoriale per la biodiversità di Verona. CNBF – Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale “Bosco Fontana”. Direzione Amministrazione Laboratori, via C. Ederle, 16/A 37100 Verona. Email: utb.verona@corpoforestale.it

Danile Taffon, Fabrizio Giucca e Corrado Battisti, 2008 – Atlante degli uccelli nidificanti nel Parco regionale dell’Appia Antica. Gangemi Editore.

Continua la produzione di Atlanti ornitologici italiani, l’ultimo che vede la luce sotto forma editoriale è dedicato questa volta a un territorio particolare, quello del Parco regionale dell’Appia Antica (3400 ettari), un luogo di eccellenza archeologica, paesaggistica e naturalistica. Un territorio a forte vocazione ecotonale costituito infatti dai palazzi della città, le aree agricole ad essi adiacenti, salvatesi per l’imposizione del vincolo dell’area naturale protetta, pozze e corsi d’acqua, superfici forestali. Il tutto porta alla presenza, tra certe, probabili e possibili di 73 specie nidificanti, delle quali però solo 57 rinvenute nel corso dell’indagine. Ciò è dovuto all’approccio metodologico utilizzato: nelle 138 unità di rilevamento di 500 metri di lato adottate è stato fissato un punto di ascolto al centro del quadrante con un raggio di 200 metri. Tale ampiezza del raggio si giustifica con la presenza nel Parco di molti ambienti aperti. Sono state registrate quindi tutte le specie viste e ascoltate in tale raggio.
Il libro si presenta con una buona veste editoriale, ben illustrato e con schede puntuali per ciascuna specie trattata. Sono presenti anche capitoli dedicati all’analisi dei risultati ottenuti, e ad un’analisi ecologica che si sofferma in particolare sulle comunità e sulle interazioni con l’ambiente.
Fa riflettere il metodo utilizzato, scientificamente inappuntabile ma limitato nel conseguimento dei risultati. E’ evidente che gli Autori intendevano produrre una ricerca che, utilizzando un metodo scientifico rigoroso e standardizzato per tutto il territorio, fornisse dati omogenei che si potessero quindi elaborare per le analisi ecologiche.
Questo fatto, di per sé positivo e condivisibile, ha però sacrificato la completezza del dato ornitologico, nel senso che l’Atlante non riporta la distribuzione di specie, quali ad esempio gli Strigifromi, che pure sono presenti nel Parco.
Un Atlante che fa riflettere, come dicevo prima, e fa pensare alla necessità di avviare un dibattito sulla elaborazione di linee guida per la organizzazione di atlanti ornitologici nel nostro paese, al fine di trovare, pur nella varietà di approcci possibili, elementi comuni di base che consentano la comparabilità tra un Atlante e l’altro. Un po’ come è già avvenuto per le linee guida elaborate tempo fa per gli Atlanti ornitologici urbani e che, nel tempo, stanno dando buoni risultati.
Un esempio può chiarire forse meglio questo aspetto. In un Atlante ornitologico il Rondone va riportato nel quadrante con la definizione di categoria possibile anche solo se osservato in volo? A mio giudizio no, considerando le ottime capacità di volo della specie e il fatto che nidifica in un quadrante solo se esistono le condizioni ambientali idonee (pareti rocciose, o meglio ancora succedanee di queste). Lo stesso dicasi per altre specie. Gli Autori dell’Atlante del Parco dell’Appia Antica, ad esempio, hanno giustamente scartato le osservazioni di Gabbiani reali in attività trofica nel Parco. Lo stesso andrebbe fatto per il Rondone. Da anni invito i coordinatori ad adoperarsi in tal senso, altrimenti escono dati di difficile interpretazione. E’ il caso dello stesso Atlante dell’Appia Antica in cui la specie compare tra le prime 10 in quanto a copertura (con l’83,3% dei quadranti occupati) ma con un solo quadrante di nidificazione certa, 0 di nidificazione probabile e 114 di nidificazione possibile.
In conclusione mi sento di ringraziare i coordinatori del lavoro perché hanno arricchito l’ornitologia italiana di un nuovo, prezioso, atlante, peraltro anche molto curato dal punto di vista editoriale, il che non guasta mai, e hanno consentito al sottoscritto di porre l’attenzione su alcuni aspetti di approccio metodologico che potrebbero essere ripresi da altri per un dibattito ampio e articolato su questi temi.

Maurizio Fraissinet






 

Lettere Asoim